Interrogazioni per alzata di mano? Metodo sbagliato: la scuola lo vieta

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

mani alzate scuola

Alzare la mano a scuole durante le lezioni potrebbe essere ormai un gesto "da abolire". L'interrogazione, ad esempio, è sempre un momento particolare. Per alcuni si tratta di un mondo per mettere in evidenza la propria preparazione, per altri, invece, è un incubo. Molte volte chi è più estroverso, magari più smaliziato, riesce a farsi notare, mentre chi è più timido e introverso fatica e si ritira in silenzio. Il metodo dell'alzata di mano per rispondere alle domande del professore è ritenuto antiquato e soprattutto lontano da qualsiasi credo pedagogico.
La Samworth Church Academy School di Mansfield, come scrive il Corriere della Sera, ha indirizzato una lettera ai genitori in cui si annuncia che i suoi insegnanti avrebbero cominciato a utilizzare altri metodi. Nella lettera si legge che "si vuol tentare qualcosa di nuovo perché abbiamo constatato che sono sempre le stesse le mani che si alzano quando un insegnante fa una domanda. Non ci sembra un modo soddisfacente per aiutare e incoraggiare tutti i ragazzi all’apprendimento".

Niente più alzata di mano

Pertanto nelle discussioni in classe e durante le lezioni il contributo degli studenti sarà deciso in altre maniere. Spetterà ai singoli insegnanti scegliere come a seconda della classe che si ritrovano, ma le opzioni ci sono: possono chiedere a uno studente di nominarne un altro, estrarre a sorte i nomi, eccetera.
Non tutti però la pensano alla stessa maniera. Interpellato dal quotidiano, Raffaele Mantegazza, professore alla Bicocca, dice: "Alzare la mano è un modo per imparare a rispettare le regole. Aspettare il proprio turno e poi parlare: già da piccoli ci si abitua ad esprimere un concetto davanti agli altri; poi nella vita ci saranno mille occasioni in cui si dovrà farlo". Eleonora, una studentessa liceale, invece, dice: "Io sono una di quelle che ha sempre la mano alzata, fin dalla terza media, ma è un modo per essere più attivi in classe e magari per lanciare un dibattito coinvolgendo gli altri meno interessati. Alla mia compagna di banco timidissima che risponde sempre sottovoce dico: dillo, parla, alza la mano!"
Per la maestra siciliana, Zina Cipriano, alzare la mano: "Serve per insegnare a non parlarsi uno sull'altro. Insegna il rispetto delle regole e i bambini ne hanno un gran bisogno abituati come sono a non averne”. Però è vero che "ce ne sono alcuni davvero timidi che vanno spronati, altri più coraggiosi si buttano sempre: qui è importante il ruolo dell'insegnante, non si può vietare a priori. “

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