Alternanza scuola lavoro pagata 5 euro l'ora: ecco la proposta

Si è svolto a Roma l'evento La Scuola 4.0. 3 proposte per continuare a cambiare la scuola, organizzato da ProDemos e Tortuga. Sono stati 3 i temi fondamentali dell'incontro: alternanza scuola lavoro, orientamento, valutazione degli istituti e degli insegnanti. Sono intervenuti alcuni dei protagonisti del mondo della scuola, tra cui Simona Malpezzi, deputata e responsabile scuola del PD, Daniele Grassucci, Co-fondatore di Skuola.net, e la Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

Alternanza scuola lavoro pagata: la proposta

Tra le proposte avanzate, la possibilità di inserire un salario per l'alternanza scuola lavoro, prendendo come esempio l'esempio tedesco: in Germania, infatti, i ragazzi impegnati in progetti di scuola e lavoro prendono un compenso mensile, che si aggira sugli 800 euro mensili. Gli studiosi hanno ipotizzato una somma di 5 euro l'ora da dare agli studenti per l'alternanza in Italia. E poi, hanno chiesto di incentivare le aziende a valorizzare l'alternanza, coinvolgere gli insegnanti nella valutazione, strutturare in maniera più efficace i progetti di alternanza.

L'alternanza è formazione, non lavoro

La proposta di dare un salario per l'alternanza, tuttavia, non sembra essere realizzabile. Sulla proposta Simona Malpezzi, deputata e responsabile scuola del PD, è stata ben chiara: "Il messaggio che deve passare è che l'alternanza non è stage o tirocinio, ma è formazione. Il ragazzo in alternanza deve sapere che sta facendo scuola, non sta lavorando". "Non è giusto lavorare senza essere retribuiti, ma i ragazzi in alternanza non stanno lavorando, si stanno formando". Per questo, quindi, non sarebbe applicabile la possibilità di un compenso.
Diverso è il caso dell'esperienza dell'alternanza "alla tedesca", preso in esempio nella proposta, cioè il sistema duale. Questa tipologia è in sperimentazione in Italia, e in effetti i ragazzi vengono retribuiti esattamente come in Germania. Malpezzi tuttavia sottolinea le differenze sostanziali di questi progetti con l'alternanza scuola lavoro, che rispetto al sistema duale - estremamente professionalizzante - rimane esperienza formativa a tutti gli effetti.

Alternanza scuola lavoro retribuita? L'importante è che sia di qualità

Dello stesso parere Daniele Grassucci, co-founder di Skuola.net: "Ritengo sia sbagliato pensare a un salario minimo per l'alternanza, perché i ragazzi sono in formazione. Ben diverso è il sistema duale: questo è un progetto con caratteristiche differenti, che andrebbe spinto maggiormente". Poi spiega:
"I ragazzi vogliono ritrovare il senso di ciò che si fa. Skuola.net ha recentemente pubblicato il Manifesto della scuola, intervistando online 37mila studenti, con 20 proposte provenienti proprio dai ragazzi. Quello che è emerso è stata proprio la loro voglia di ritrovare il senso di quello che si fa a scuola. Così anche sull'alternanza, i ragazzi non sono per abolirla, ma per avere progetti di qualità".

Le altre proposte per la scuola

Forte attenzione anche per l'orientamento, da parte degli organizzatori dell'evento. Si propongono attività precoci, personalizzate e continuative, che riescano a informare e a dare a tutti gli studenti le stesse opportunità, anche attraverso metodi innovativi e digitalizzati. In particolare il focus si è posto sulla partecipazione femminile alle STEM, con proposte che mirino a incoraggiare le studentesse a superare gli stereotipi e sviluppare a pieno interessi e potenzialità anche nel settore scientifico. Un altro spunto di discussione viene dalla valutazione e la valorizzazione degli insegnanti. La proposta di Tortuga e ProDemos è quella di legare maggiormente la valutazione e il merito alla retribuzione, non solo premiando chi riesce ad avere alte valutazioni, ma attuando anche degli interventi rivolti al migliorare la formazione e l'aggiornamento dei docenti qualora la valutazione risulti bassa. La proposta comprende anche la valutazione degli istituti non solo attraverso test standardizzati, ma anche tramite altri criteri quali feedback di famiglie e studenti, valutazione di un ispettore provinciale, tasso di dispersione scolastica.

Le parole della ministra

Queste le parole di Valeria Fedeli: "Servono dati di confronto con gli oggettivi elementi di confronto e similitudine a 360° di com'è la scuola italiana nei suoi diversi passaggi rispetto all' esperienza della scuola europea. Facciamo paragoni spesso senza cogliere le differenze che ci sono in Italia. Penso al sistema duale, o al sistema degli Its, o delle lauree professionalizzanti. Noi abbiamo bisogno di avere una fotografia del reale. Se abbiamo i dati è decisivo. Se vogliamo fare una discussione vera c'è bisogno di questo". La ministra ha parlato anche del ruolo del professore, e della possibilità di inserire regole chiare nel contratto: "Credo si debba anche sapere che cos'è la deontologia professionale dei docenti, che si limita alla didattica. Ci devono essere regole e sanzioni e procedimenti disciplinari espliciti dentro il contratto dei docenti".
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3 ottobre 2018 ore 16:30

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