Quando viene diramata l'allerta meteo, la chiusura delle scuole non è automatica ma dipende da una serie di valutazioni istituzionali legate alla sicurezza del territorio.
L’allerta segnala un possibile rischio dovuto a condizioni meteorologiche avverse e attiva un sistema di prevenzione che coinvolge Protezione Civile, Regioni e Comuni. Spetta poi alle autorità locali decidere se sospendere le attività scolastiche, sulla base del livello di pericolo previsto e delle caratteristiche del contesto locale.
Indice
Cos’è l’allerta meteo
L’allerta meteo è un insieme di procedure preventive messe in atto dallo Stato e dalle Regioni per fronteggiare eventi atmosferici potenzialmente pericolosi. Si fonda su un sistema di previsione e monitoraggio coordinato dalla Protezione Civile, che opera attraverso il Centro Funzionale Centrale e una rete di oltre quaranta centri operativi distribuiti sul territorio nazionale. Tra questi rientrano anche strutture specialistiche come il servizio meteorologico dell’Aeronautica e il servizio Dighe.
L’obiettivo dell’allerta non è solo informare la popolazione, ma consentire alle amministrazioni di attivare misure di prevenzione per limitare danni a persone, edifici e infrastrutture in caso di piogge intense, vento forte, neve o mareggiate.
Chi emette l’allerta meteo
Il meccanismo si attiva con il bollettino meteorologico giornaliero diffuso dalla Protezione Civile Regionale. In questo documento sono indicate le previsioni per le successive 24 ore e il livello di criticità atteso sul territorio. L’allerta viene classificata secondo diversi gradi di gravità, espressi attraverso un sistema a colori che permette una lettura immediata del rischio.
I livelli di allerta meteo
Il sistema di classificazione attualmente in uso prevede quattro livelli di allerta, uniformati nel gennaio 2018 con l’entrata in vigore del nuovo Testo Unico del Codice di Protezione Civile, superando le precedenti differenze regionali.
- L’allerta verde indica una situazione generalmente stabile, senza fenomeni significativi, pur con la possibilità di eventi isolati.
- L’allerta gialla segnala fenomeni localmente intensi che possono generare criticità, come piccoli smottamenti o l’innalzamento dei corsi d’acqua.
- L’allerta arancione è associata a piogge molto intense ed estese, con rischio concreto di esondazioni, frane, caduta di alberi e danni a persone o cose.
- L’allerta rossa rappresenta il livello massimo di pericolo e riguarda eventi di eccezionale intensità, in grado di causare danni gravi a edifici, infrastrutture, centri abitati, colture agricole e reti di trasporto.
Chi decide la chiusura delle scuole
Le competenze in materia di Protezione Civile, che includono anche le scuole e le università, sono distribuite tra più livelli istituzionali: Regioni, Comuni e Dipartimento nazionale di Protezione Civile. A livello comunale, il responsabile è il Sindaco, che può disporre la chiusura degli istituti con un’ordinanza.
Lo stato di allerta viene comunicato a Province, Comuni e Prefetture, che attivano i piani di sicurezza previsti. Tra le prime misure adottate, soprattutto a partire dall’allerta arancione, rientrano la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei parchi pubblici, degli impianti sportivi e di altri luoghi di aggregazione.
Questa decisione non è, però, obbligatoria al raggiungimento di un determinato livello di allerta. Un comportamento non coerente con il quadro di rischio potrebbe esporre il primo cittadino a responsabilità. In caso di mancato intervento, il Prefetto può esercitare poteri sostitutivi.