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La tettonica a zolle


I dati da accurate e precise ricerche geografiche e cartografiche e soprattutto da studi oceanografici sulla struttura dei fondali marini, hanno dimostrato con sicurezza che la crosta terrestre non è mai stata stabile e immobile. Si è sviluppata quindi, con il concorso di molti scienziati, una nuova teoria, questa volta completa e affidabile, che prende il nome di tettonica a zolle. La crosta terrestre è divisa in parti ( che prendono il nome di zolle o placche) in movimento una rispetto all’altre. Queste zolle sono molto ampie, e comprendono sia fondali oceanici che masse continentali, e i loro confini spesso si trovano a migliaia di metri di profondità sul fondo degli oceani.
Ma qual è il motore che muove le zolle? A questa domanda oggi possiamo dare una risposta che prende in considerazione la struttura interna della Terra. Sotto una crosta rigida e fredda dello spessore medio circa 40 km la Terra nasconde uno strato, il mantello, formato da rocce fuse e ridotte dal calore e dalla pressione allo stato di fluido. Il magma eruttato dai vulcani proviene proprio da queste profondità e ci dà un’idea abbastanza chiara del materiale che costituisce il mantello. Al centro del nostro pianeta si trova un nucleo molto caldo. Questo calore provoca nel mantello delle celle convettive simili a quelle che si formano in una pentola con acqua in ebollizione.
Osserva il disegno: l’acqua vicino al fondo si scalda per il calore della fiamma e sale verso la superficie; in superficie invece l’acqua si raffredda e tende a scendere per riscaldarsi a sua volta. Si instaura così un ciclo che provoca un movimento continuo per cui circola l’acqua e con essa il calore. Questi circoli prendono il nome di celle convettive. Nel mantello avviene un movimento simile: la fonte di calore è il nucleo, nei suoi pressi il magma si scalda e risale verso la crosta dove si raffredda e inizia a discendere. Queste celle convettive nel loro movimento trascinano le zolle da sotto e le fanno muovere. Prendiamo ora in esame brevemente le due principali situazioni che si possono verificare.
- dove il magma caldo sale dalle zone più profonde, le due zolle vengono allontanate;
- dove il magma raffreddato scende in profondità, le due zolle sono costrette ad avvicinarsi.
Quando due zolle sono in avvicinamento, si possono formare le fosse oceaniche o (se l’avvicinamento porta allo scontro di due continenti) una catena montuosa. L’Himalaya e le Alpi si sono formate negli ultimi 60 milioni di anni rispettivamente dallo scontro della zolla indiana con quella asiatica e della zolla africana con quella europea.
Dove, invece, due zolle sono in allontanamento si crea una spaccatura continuamente riempita dal materiale incandescente del mantello. In questo caso si forma un nuova oceano che si allarga sempre di più e al cui centro si osservano lunghe catene montuose sottomarine dette dorsali medi oceaniche. Da quando la teoria della tettonica a zolle è stata accettata dalla maggior parte degli scienziati, è stato possibile ricostruire approssimativamente le fasi principali degli spostamenti degli attuali continenti, spingendosi fino a oltre 200 milioni di anni fa.
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