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Agenti esogeni e agenti indogeni

La superficie terrestre è in continua evoluzione, anche se i tempi di questa evoluzione sono lenti. Nel corso delle lunghissime ere geologiche il volto della Terra è mutato profondamente per opera degli agenti esogeni, cioè le pioggie, i fiumi, i ghiacciai, il vento. Con il tempo, l'azione di questi agenti erode e spiana catene montuose, accumula detriti nei fondali marini formando pianure, scava valli e bacini lacustri.
Ancora più profondi sono i mutamenti della crosta terrestre operati dagli agenti endogeni (ossia interni alla Terra). Con il tempo, l'azione di questi agenti produce l'innalzamento di catene montuose, la formazione di vulcani e isole vulcaniche e addirittura, in centinaia di milioni di anni, modifica la forma e la posizione dei continenti e degli oceani.
Tali trasformazioni sono dovute ai movimenti delle placche crostali in cui è divisa la crosta terrestre: di queste, sette sono di grandi dimensioni, le altre invece sono più piccole. Le placce sono separate tra loro da profonde fratture chiamate margini; sei delle placche maggiori comprendono le masse continentali (Eurasia, Africa, America del Nord, America del Sud, Australia e Antartide), con i fondali oceanici che le circondano, mentre la settima corrisponde al grande bacino dell'Oceano Pacifico.

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