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Concetti Chiave

  • Il riso è un cereale originario dell'Asia meridionale, conosciuto già in Cina secoli prima di Cristo e coltivato in Italia solo dopo il 1400.
  • Le caratteristiche botaniche del riso includono fusti cavi alti 40-70 cm, foglie lineari e un frutto-seme chiamato cariosside, con involucri strettamente uniti.
  • In Italia, il riso viene seminato ad aprile in risaie sommerse da acqua, con cura per mantenere la temperatura costante e favorire la crescita.
  • La raccolta del riso avviene a settembre-ottobre, utilizzando mietitrebbiatrici, e il risone deve essere essiccato prima della lavorazione per il consumo alimentare.
  • Il riso ha un'importanza economica e alimentare cruciale, con una produzione mondiale di circa 2,2 miliardi di quintali e un'importante coltivazione in Italia, soprattutto nelle province di Vercelli, Novara e Pavia.

Quali sono le origini e la diffusione del riso?

II riso è un cereale originario dell'Asia meridionale. In Cina il riso era conosciuto e coltivato già alcuni secoli avanti Cristo. I Greci e i Romani conobbero questa pianta non come cereale, ma come medicinale. In Italia la coltivazione del riso si è sviluppata soltanto dopo il 1400. Oggi questo cereale, in numerose varietà, è largamente coltivato in India, Cina, Giappone, Indocina, Malesia, Stati Uni¬ti, Brasile, Antille.

Tra i paesi risicoltori d'Europa i primi posti spettano all'Italia, Spagna e Portogallo.

Caratteristiche botaniche del riso

Il riso è una graminacea, come il frumento; forma il ceppo con diversi fusti internamente cavi (= culmi) alti 40-70 centimetri. Ha foglie lineari, nastriformi, parallelinervie, come quelle di tutte le monocotiledoni. Produce una infiorescenza a pannocchia racemosa; ogni spighetta

porta un solo fiore con due grandi glumette. Il frutto è una cariosside, ossia un frutto-seme in cui gli involucri del frutto e del seme sono strettamente uniti.

Coltivazione del riso in Italia

Nella Pianura Padana il riso viene seminato nel mese di aprile nelle risaie, appezzamenti di terreno a livello uguale, sommersi da uno strato d'acqua alto 10-12 centimetri. L'acqua sulla risaia deve sempre scorrere, mai stagnare, e deve avere una temperatura sui 20-25 gradi; l'acqua ha proprio lo scopo di mantenere al terreno una temperatura costante ed elevata, avendo il riso bisogno di caldo per compiere il suo ciclo vegetativo. Sovente il riso viene se¬minato in semenzai e poi, quando ha raggiunto un certo sviluppo, viene trapiantato nei campi adibiti a risaia.

Poiché insieme con il riso crescono numerose erbe cattive, la coltura di questo cereale richiede la mondatura, operazione che in tempi passati era eseguita a mano dalle mondariso, e che oggi viene effettuata mediante l'impiego di particolari sostanze chimiche, chiamate diserbanti selettivi.

Raccolta e lavorazione del riso

Da noi il riso matura in settembre-ottobre. La raccolta viene oggi compiuta con grandi macchine mietitrebbiatrici. Il riso con le sue glumelle (chiamato risone), ottenuto dalla trebbiatura, contiene una elevata quantità d'acqua ed è perciò fatto essiccare sull'aia con il calore solare, oppure per mezzo dell'essiccatoio meccanico ad aria calda. Dopo la essiccazione è collocato in magazzino. Per essere destinato al consumo alimentare, il risone subisce varie lavorazioni in appositi stabilimenti: raffineria, pileria, brillatoio, da cui si ricava il riso bianco.

II risone, invece, destinato alla semina, deve essere conservato integro, con le sue glumelle (riso vestito). Ben nota è l'importanza economica del riso.

È stato definito « il cereale dei popoli gialli » per l'importanza fondamentale che esso ha nell'alimentazione dei popoli asiatici: Indiani, Pakistani, Cinesi, Giapponesi, Indonesiani. L'uso alimentare continuato del riso, special-mente di quello brillato (privo della vitamina B necessaria all'organismo umano) causa una malattia, conosciuta col nome di beriberi, frequente presso i popoli orientali.

La produzione mondiale del riso si aggira sui 2 miliardi e 200 milioni di quintali, quasi pari a quella del frumento. L'Italia ne produce circa 7 milioni di quintali. Le province italiane che tengo¬no il primato sono: Vercelli, Novara, Pavia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine storica del riso e la sua diffusione nel mondo?
  2. Il riso è originario dell'Asia meridionale e già coltivato in Cina secoli prima di Cristo. In Italia, la sua coltivazione è iniziata dopo il 1400, mentre oggi è ampiamente coltivato in paesi come India, Cina e Giappone, con l'Italia che si posiziona tra i principali produttori in Europa.

  3. Quali sono le caratteristiche botaniche del riso?
  4. Il riso è una graminacea con fusti cavi alti 40-70 cm, foglie lineari e un'infiorescenza a pannocchia. Il frutto è una cariosside, in cui gli involucri del frutto e del seme sono uniti.

  5. Come avviene la coltivazione del riso in Italia?
  6. In Italia, il riso viene seminato ad aprile nelle risaie, che devono essere sommerse da acqua. La temperatura dell'acqua deve essere costante e calda, e la coltivazione richiede la mondatura, oggi effettuata con diserbanti selettivi.

  7. Qual è il processo di raccolta e lavorazione del riso?
  8. La raccolta del riso avviene a settembre-ottobre con mietitrebbiatrici. Dopo la trebbiatura, il risone viene essiccato e lavorato in stabilimenti per ottenere riso bianco, mentre quello destinato alla semina deve rimanere integro.

  9. Qual è l'importanza economica e alimentare del riso?
  10. Il riso è fondamentale nell'alimentazione di molti popoli asiatici e la sua produzione mondiale è di circa 2,2 miliardi di quintali. In Italia, la produzione è di circa 7 milioni di quintali, con province come Vercelli e Novara che dominano il settore.

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