Pressione atmosferica e barometri
La pressione atmosferica fu misurata dal fisico italiano Evangelista Torricelli (1608-1647). Egli con uno storico esperimento dimostrò che al livello del mare, a 0 °C di temperatura, con aria secca e a 45° di latitudine, la pressione atmosferica fa equilibrio a una colonnina di mercurio alta 760 millimetri e corrisponde a Kg 1,033 per ogni centimetro quadrato di superficie.
In meteorologia vengono usate due unità pratiche legate al valore della pressione atmosferica: una è il millimetro di mercurio, cioè 1/760 della pressione atmosferica (corrispondente alla pressione esercitata da una colonna di mercurio alta 1 mm); l’altra è il «bar», la cui millesima parte (cioè il millibar) corrisponde a circa 0,75 mm di mercurio.
L’apparecchio che misura la pressione atmosferica si chiama barometro. Quello di Torricelli è un barometro a mercurio e viene usato soltanto nei laboratori scientifici perché, a causa delle sue dimensioni e del suo peso non è facilmente trasportabile. Comuni sono invece i barometri metallici, più leggeri e di più facile uso. Tali barometri, detti anche aneroidi (perché senza liquido), pur non avendo la precisione di quelli a mercurio, sono tuttavia sufficienti alle ordinarie ricerche scientifiche. È ovvio che i barometri metallici devono essere tarati e graduati per confronto con un barometro a mercurio.
Tenendo presente che con l’aumento dell’altitudine diminuisce lo spessore dell’aria atmosferica e quindi anche la sua pressione, sarà facile comprendere come il barometro, che misura il valore della pressione atmosferica, possa determinare l’altitudine sul livello del mare, cioè possa servire da altimetro. L’altimetro viene usato dai cartografi e dagli aviatori. Ha la forma di un grosso orologio da tasca, sul cui quadrante, invece della pressione barometrica, è segnata l’altitudine. Per esempio, in condizioni normali, alla pressione di 710 mm corrisponde la quota di circa 500 m sul livello del mare; alla pressione di 674 mm e di 460 mm corrispondono rispettivamente le quote di 1.0 e di 4.000 metri sul livello del mare.
La previsione del tempo è basata sul fatto che le variazioni del tempo hanno una certa correlazione con le variazioni della pressione atmosferica. Controllando il valore della pressione al mattino e alla sera, si possono avere indicazioni sull’andamento futuro del tempo: se la pressione sale, il tempo di solito si mette al bello; se, invece, scende gradualmente, il tempo di solito tende a perturbarsi.

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