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Potenza e distruzione dei terremoti



Una stima dell’energia liberata da un terremoto viene spesso fatta utilizzando la “scala Mercalli”: è una delle prime scale elaborate per valutare l’intensità dei sismi, quando ancora mancavano strumenti più precisi (la prima versione di Mercalli è della seconda metà dell’800), ma è ormai entrata nell’uso collettivo. Non si tratta, però, di una vera “misura” dell’energia liberata: è infatti costruita sulla base dei danni causati dal sisma. Questi dipendono in gran parte dall’intensità del sisma, ma sono anche condizionati da fattori geologici (come il tipo di rocce o la presenza di sedimenti sciolti), dal tipo di costruzioni colpite, dalla densità della popolazione, dal preavviso dato, dall’ora in cui è avvenuto il terremoto (si sa che le ore notturne sono quelle in cui si ha il maggior numero di vittime), persino dall’abitudine che la popolazione ha alla convivenza con i terremoti: un evento sismico di medesima intensità in una città popolosa e priva di costruzioni antisismiche produrrà sicuramente più danni che in una città con pochi abitanti o costruita con criteri di resistenza idonei.
Per questo, i sismologi scoraggiano l’uso di questa scala, preferendo l’uso di altri tipi di scale, più oggettivi, come, per esempio, la scala di magnitudo Richter. Questa, messa a punto da Richter e Gutenberg negli anni ’40, è ricavata misurando l’ampiezza massima delle onde disegnate dai sismografi, ampiezza che, con opportune formule, permette di ricavare la quantità di energia effettivamente liberata dal sisma. E’ una scala che potenzialmente non ha un grado massimo, perché misura soltanto l’intensità dei terremoti che sono già avvenuti: il grado più elevato mai registrato è 9,5, nel 1960 in Cile, ma nulla impedisce che possano verificarsi sismi anche più forti.
Si tratta di una scala logaritmica, per cui un grado di differenza nella magnitudo corrisponde a un’ampiezza dell’onda di circa 10 volte più grande e ad un’energia liberata 30 volte maggiore, due gradi corrispondono a un’ampiezza 100 volte superiore e un’energia di 900 volte superiore, e così via. Si vede quindi come l’energia dei terremoti possa essere molto diversa e, in alcuni casi, spaventosa.
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