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La genesi dei raggi cosmici non è ancora perfettamente chiara. Alcuni dei cosiddetti raggi cosmici primari provengono dal Sole, altri da galassie anche molto lontane. Essi consistono di particelle, soprattutto protoni, con energie che si distribuiscono su vari ordini di grandezza, fino a raggiungere le migliaia di milioni di GeV.

Raggiunta l'atmosfera terrestre, i raggi primari interagiscono con gli atomi originando altre particelle chiamate raggi cosmici secondari. Oltre all'antielettrone, i raggi cosmici hanno fatto piovere dal cielo il "fratello maggiore" dell'elettrone (di massa circa duecento volte superiore)chiamato muone e identificato per la prima volta nel 1936 dallo stesso Anderson e da Seth Neddermayer.

Sempre dai raggi cosmici, Giuseppe Occhialini, Cesare Lattes e Cecil Powell scoprirono, nel 1947, il Pione, o mesone T, di massa quasi sette volte sfruttando poi, con i grandi acceleratori, la possibilità teorizzata da Einstein di generare materia a condizione di disporre di sufficiente energia, i fisici hanno notevolmente dilatato l'insieme delle particelle conosciute.

Dalla collisione fra due protoni, due elettroni, o coppie di altre particelle accelerate fino alle energie che in natura possono essere raggiunte dai costituenti dei raggi cosmici, si generano infatti, nel rispetto di determinate leggi di conservazione, molti corpuscoli diversi.

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