Negli ultimi anni il problema energetico è diventato tanto presente da spingere l'uomo a ricercare fonti alternative per soddisfare la sempre crescente richiesta di energia. Attualmente una delle alternative è rappresentata dall'energia nucleare, ottenuta con particolari reazioni che sfruttano le proprietà di alcuni elementi chimici. L'energia nucleare presenta però dei grossi inconvenienti.
Infatti l'uranio usato come combustibile emette pericolose radiazioni che contaminano i viventi e l'ambiente.

Il nucleo di ogni atomo è formato da due tipi di particelle: i protoni, a carica elettrica positiva, e i neutroni, privi di carica;essi insieme conferiscono massa all'atomo.
I neutroni inoltre determinano la maggiore o minore stabilità dell'atomo: essi servono da cuscinetto isolante per i protoni che, essendo tutti dotati della stessa carica positiva, tenderebbero a respingersi.
Gli elementi leggeri sono stabili e contengono circa lo stesso numero di protoni e di neutroni. Esistono alcuni elementi pesanti in cui il numero di neutroni è più basso rispetto a quello dei protoni.

Pertanto, i neutroni presenti non sono sufficienti a tenere unite le particelle e il nucleo si disgrega dando origine al fenomeno della radioattività.
Questi elementi instabili sono detti radioattivi, perché la disgregazione dei loro atomi avviene con emissioni di radiazioni capaci di attraversare i corpi opachi, di impressionare le lastre fotografiche e di emettere luce e calore.
Le radiazioni sono costituite da tre tipi di raggi con potere penetrante diverso:

  • I raggi alfa, particelle con carica positiva costituite da due protoni e due neutroni;
  • I raggi beta, particelle con carica negativa;
  • I raggi gamma , radiazioni elettromagnetiche simili a quelle della luce.

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