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Le migrazioni degli uccelli


Non conosciamo ancora il significato ed il perché delle grandiose migrazioni degli uccelli. Già sin dall’antichità esse sono state oggetto di studio. La migrazione verso i luoghi di svernamento si suole chiamare passo: viene invece chiamato ripasso il viaggio di ritorno verso i luoghi in cui gli uccelli faranno il loro nido. Il ripasso si compie sempre secondo la via più breve e viene percorso con maggiore celerità. Il viaggio si svolge in genere di notte per sfuggire alle insidie degli uccelli rapaci. Cicogne ed anatre volano indifferentemente di giorno e di notte.
A seconda della specie cambia la velocità di volo: il Cigno pare che percorra 60 km all’ora, la Folaga raggiunge i 90 km, mentre il Rondone supera i 200 km orari. Il volo si effettua in genere a poche centinaia di metri di altezza; può tuttavia per particolari ragione superare i 2.000 e raggiungere i 4.000 metri.
È veramente straordinaria e misteriosa la capacità che hanno gli uccelli di orientarsi senza errori nel loro viaggi a volte lungo migliaia di chilometri. Un volo di migrazione eccezionale è quello che compie il Piviere dorato: è un uccello che si trova sia in Europa che in America. Il Piviere dorato americano passa l’estate nella zona dello Stretto di Behring: al termine della buona stagione raggiunge il Labrador. Qui fa una sosta di una settimana. Poi, supera la Baia di S. Lorenzo, vola verso la Nuova Scozia e da qui punta verso il Sud attraverso l’Atlantico: così giunge nella Guiana inglese dopo aver percorso 4.000 km senza sosta.
Poi ancora, dopo qualche giorno di riposo, il Piviere dorato punta sulle foreste brasiliane e di là vola verso le Pampas dell’Argentina: il viaggio di andata ha termine qui. Dall’Alasca all’Argentina sono stati percorsi 15.000 km!
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