Insalivazione e deglutizione
Osserva che cosa succede quando mangi, per esempio, un panino: i denti incisivi ne tagliano una porzione e ben tosto la lingua la spinge tra i molari che la masticano. Frattanto la saliva, liquido prodotto dalle ghiandole salivari, si mescola con il cibo e lo rende più molle.
La saliva, fabbricata con abbondanza nel momento della masticazione, sgorga in bocca mediante tubicini. Essa è formata di acqua, di sali e di un fermento, la ptialina, importante perché inizia la trasformazione chimica degli amidi cotti (contenuti per esempio nel pane, nella pasta, ecc.) in zuccheri semplici. Prova, infatti, a masticare per qualche minuto un pezzo di pane e lo sentirai diventare di sapore dolciastro. La quantità di saliva prodotta in un giorno è di circa un litro.
Le ghiandole salivari sono tre paia: 2 parotidi, situate presso gli orecchi; 2 mandibolari che sboccano ai lati del frenulo linguale; 2 sottolinguali.
Il boccone insalivato, detto bolo alimentare, viene guidato dalla lingua e spinto nel retrobocca o faringe, una cavità a forma di imbuto, comune all’apparato digerente e a quello respiratorio.
Dal retrobocca il bolo alimentare passa nell’esofago (= deglutizione). Nel momento della deglutizione, l’epiglottide, lamina membranosa elastica che si trova in fondo alla bocca, automaticamente si abbassa come un coperchio, impedendo al cibo di penetrare nella laringe e trachea (condotto che comunica con i bronchi). L’esofago è un tratto del tubo digerente lungo circa 25 centimetri. Corre parallelamente alla colonna vertebrale, dietro la trachea, e sbocca nello stomaco.

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