L'inquinamento dell'aria

-Che cos’è l’aria
Come abbiamo già detto,il petrolio è la principale causa dell’inquinamento dell’aria. L’aria è una miscela di gas indispensabili per la vita degli esseri viventi.Tuttavia,la composizione dell’atmosfera si è modificata in seguito all’emissione di sostanze nocive.Queste sostanze provocano danni agli organismi viventi e cambiamenti climatici di ampia estensione.L’aria che respiriamo non è pura,sia a causa delle fonti naturali di inquinamento,quali le eruzioni vulcaniche,sia per le sostanze immesse nell’atmosfera che provengono dalle attività umane,particolarmente dai processi di combustione dei combustibili fossili (carbone,metano e soprattutto petrolio e suoi derivati) che avvengono negli impianti industriali e di riscaldamento e nei motori dei mezzi di trasporto.Inoltre le emissioni degli autoveicoli nei grandi centri urbani possono causare un tipo di inquinamento noto come smog fotochimico: la luce solare provoca una catena di reazioni a cui partecipano alcune sostanze inquinanti che formano con l’ossigeno atmosferico composti organici e ozono.I composti organici possono condensare in forma di goccioline,che si uniscono in una nebbia irritante per gli occhi e le vie respiratorie.La concentrazione di gas inquinanti vicino al suolo,dove possono essere respirati,è influenzata dalla velocità dei venti e dalla stabilità dell’atmosfera: con vento forte e con fenomeni di turbolenza nell’aria,i gas inquinanti sono dispersi più velocemente,allontanati e trascinati negli strati alti dell’atmosfera.E’ possibile ridurre l’emissione di alcuni inquinanti da parte delle automobili utilizzando la benzina verde e montando la marmitta catalitica.Alcuni inquinanti atmosferici,tra cui i combustibili fossili,sono responsabili dell’effetto serra,le piogge acide e il buco dell’ozono.

-L’effetto serra
I raggi solari che penetrano attraverso i vetri riscaldano il suolo della Terra,che emette raggi calorifici,noti come infrarossi: questi rimangono “intrappolati” nella serra e riscaldano l’aria.Questo fenomeno viene chiamato effetto serra,dovuto alla presenza all’atmosfera dell’anidride carbonica (CO2):essa impedisce che una parte dei raggi emessi dalla terra si disperda nello spazio e contribuisce così al riscaldamento dell’aria a contatto con la superficie terrestre.Il fenomeno è dunque utile di per sé,ma entro una certa misura,per la vita sulla Terra,tuttavia,esso si è molto intensificato durante gli ultimi cento anni,diventando un vero e proprio problema ambientale:infatti la quantità di CO2 immessa nell’aria è aumentata per il maggiore utilizzo di combustibili fossili.Oltre l’anidride carbonica,che dà il maggiore contributo al fenomeno,altri gas causano l’effetto serra vengono chiamati gas serra:il metano(CH4),il protossido di azoto (N2O), i coloro fluorocarburi (CFC). A causa dell’aumento dei gas serra immessi nell’aria,una maggiore quantità di raggi IR emessi dalla Terra verso lo spazio non si disperde nell’alta atmosfera,ma viene riflessa sulla superficie terrestre,provocando un aumento della temperatura media della troposfera e un possibile cambiamento climatico globale del nostro pianeta.Piccole variazioni della temperatura media terrestre possono avere gravi conseguenze per gli ecosistemi;in particolare,sarebbero accelerati alcuni fenomeni quali l’espansione dei deserti,la fusione delle calotte polari e il conseguente innalzamento del livello del mare. La soluzione al problema è difficile da attuare ma esiste: si tratta di ridurre l’uso dei combustibili fossili per produrre energia e di aumentare lo sfruttamento di fonti di energia alternative non inquinanti quali,per esempio,quella solare e quella eolica.

-Le piogge acide Si considerano piogge acide quelle il cui valore di Ph (la grandezza che misura l’acidità o basicità di una sostanza) è inferiore a 5,6;esse hanno un’acidità superiore alla norma,paragonabile a quella dell’aceto;sono causate da sostanze,quali gli ossidi di azoto e l’anidride solforosa,che nell’atmosfera possono combinarsi con il vapore acqueo e formare,rispettivamente,acido nitrico e acido solforico ,che cadono al suolo assieme alle precipitazioni. Le piogge acide provocano anche un aumento dell’acidità nel suolo (dannoso per i batteri azoto fissatori che vivono in simbiosi con le radici delle leguminose) e soprattutto dei laghi. Particolarmente sensibili alle piogge acide sono alcuni tipi di conifere.Inoltre le piogge acide danneggiano i monumenti di marmo,poiché gli acidi nitrico e solforico attaccano il carbonato di calcio,la sostanza chimica che forma il marmo,trasformando in Sali solubili,che vengono così asportati:di conseguenza,le statue e le facciate di marmo di molti monumenti vengono corrose e alcune loro parti sono irrimediabilmente perse. Pare che nei primissimi anni del XXI secolo il fenomeno si divenuto un po’ meno rilevante, grazie alla diminuzione del contenuto di zolfo nel petrolio,che ridotto le emissioni di anidride solforosa.

-Il buco dell’ozono
Il fenomeno noto come “buco dell’ozono” consiste in un assottigliamento dello strato dell’ozono,un gas la cui molecola è formata da tre atomi di ossigeno (O3) e che si trova particolarmente concentrato in una fascia nell’alta atmosfera(stratosfera).Esso si forma per azione dei raggi ultravioletti (UV) provenienti del Sole sulle molecole di ossigeno (O2) presenti nella stratosfera.Responsabili dell’assottigliamento dello strato d’ozono sono i CFC (clorofluorocarburi) sostanze usate come refrigeranti nei frigoriferi e nei condizionatori,ma anche per produrre materie plastiche espanse e sino a qualche anno fa impiegate nelle bombolette spray.I CFC sono composti particolarmente stabili e,una volta liberati nell’aria,salgono fino alla stratosfera:l’azione dei raggi UV li decompone liberando atomi di cloro,che regiscono con l’ozono, distruggendolo.L’assottigliamento dello strato di ozono costituisce una minaccia per la vita sulla Terra:l’ozono agisce infatti come un filtro nei confronti dei raggi UV più nocivi in arrivo sulla superficie terrestre,assorbendone la gran parte,ed è perciò importante per gli esseri viventi.I raggi UV,infatti,provocano forme di tumori alla pelle,danni agli occhi e diminuzione delle difese del sistema immunitario.Ma conseguenze dannose si manifestano anche sugli ecosistemi e nelle catene alimentari;si è accertato che alcune piante sono sensibili a un aumento di raggi UV e che ne risente anche il fitoplancton,il primo anello della catena alimentare marina.Il buco nell’ozono,scoperto negli anni ottanta sull’Antartide,è stato poi riconosciuto anche su altre parti del mondo e ora interessa anche il polo nord. Per cercare di ridurre i danni provocati dall’assottigliamento dello strato d’ozono,in un congresso tenutosi a Montrèal(Canada) nel 1987,quaranta paesi,tra cui l’Italia, stabilirono di ridurre la produzione di CFC.

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