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La germinazione dei semi

Metti alcuni semi di grano e di fagiolo in un vaso di terracotta o in una cassetta contenente del comune terriccio da giardino mescolato con sabbia. Innaffia con acqua il vaso o la cassetta e conservali in un ambiente caldo. Dopo qualche giorno noterai che i semi, posti in condizioni favorevoli (acqua, calore, aria), germogliano e l'embrione da origine a due parti:
• la radichetta, che si dirige sempre in basso,
verso il centro della Terra;
• il fusticino che si dirige in alto verso la luce.
I cotilèdoni in questa prima fase di sviluppo re¬stano uniti alla giovane pianticella per rifornirla di nutrimento, finché essa non abbia le radici in grado di assorbire gli alimenti dal terreno.
Durante la germinazione i semi, essendo vivi, respirano, cioè assumono ossigeno dall'aria ed eliminano anidride carbonica. Te lo dimostra l'esperimento seguente.
In una boccetta metti una manciata di semi di fagiolo o di pisello; versa dentro 2-3 cucchiai d'acqua; chiudi ermeticamente la boccetta e riponila in un ambiente caldo e buio (si deve operare al buio per evitare che avvenga la fotosintesi clorofilliana la quale annullerebbe l'effetto dell'esperimento).

Dopo 2-3 giorni apri la boccetta e introduci un pezzo di candela accesa: noterai che la fiamma si spegne per la presenza di anidri¬de carbonica. Puoi quindi concludere che i semi germogliando respirano.
Le gemme e la loro struttura
Se osservi un ramo di pianta legnosa che vi¬va molti anni, come il ciliegio, la vite e l'ippocastano, scorgi, specialmente dopo la caduta delle foglie, particolari protuberanze a tutti no¬te con il nome di gemme. In primavera esse ingrossano, quindi: alcune producono i fiori (gemme a fiore); altre producono i rami e le foglie (gemme a legno), provvedendo così al¬l'allungamento e alla ramificazione del fusto.
Per convincerti di ciò, da un ciliegio, prossimo alla fioritura, cogli un rametto e poi conservalo immerso alla base in un bicchiere d'acqua: vedrai dalle gemme più turgide sbocciare i fiori e, dalle altre gemme più sottili e appuntite, spuntare le foglie. Gli agricoltori, i quali ogni anno compiono la potatura degli alberi da frutta, sanno distinguere molto bene le gemme a fio¬re dalle gemme a legno.
Esamina in febbraio-marzo una turgida gemma di ippocastano o di pioppo e nota che è ricoperta di squame (dette pèrule), destinate poi a cadere. Tra una squama e l'altra vi è della cera collosa, somigliante alla pece, la quale chiude la gemma in modo che l'acqua non penetri e, in inverno, non geli il delicatissimo germoglio interno che già contiene in miniatura i fiori e le foglie future.

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