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Il gatto: vita e ambiente

Il gatto è un animale viviparo, ossia dà alla luce figli vivi, ed p mammifero, perchè allatta i piccoli. Ordinariamente due volte all'anno, in aprile e in agosto, la gatta partorisce i gatti in numero che varia da tre a cinque. I piccoli nascono senza pelo e con gli occhi chiusi; sono inetti perchè non sono capaci di nutrirsi da soli e hanno bisogno delle cure materne. La madre premurosa nutre i gatti con il proprio latte, li pulisce leccandoli frequentemente, li assiste e li difende dai nemici, nascosti il luoghi appartati.
-Quando la prole ha bisogno delle cure materne di si dice inietta;
-quando invece è in grado di nutrirsi da sola si dice precoce.
A circa due mesi di età i gattini, ormai svezzati, incominciano a nutrirsi di carne. Dapprima la madre porta loro le prede già uccise: arriva con le vittime fra i denti e, senza posarle, con un particolare miagolio, chiama a raccolta i figli per il pasto. Poi essa porta a casa topi ancora vivi, appena tramortiti e, fingendo di lasciarli fuggire, ammaestra i gattini a catturarli e a ucciderli.

La ricerca astuta della preda è da attribuire non a crudeltà, ma puramente all'istinto e alla necessità di procurarsi il cibo. Infatti fin da piccolo il gatto manifesta attitudini naturali alla caccia: i giochi graziosi che i gatti compiono con gomitoli e strofinacci, in presenza della loro madre, sono sono altro che esercitazioni alla caccia. Sarà poi la dura necessità quotidiana della lotta per l'esistenza che contribuirà a sviluppare l'istinto del predatore. Evidentemente i gatti che vengono ben pasciuti dal padrone non si dimostrano abili cacciatori.

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