Gambero di fiume


Il gambero di fiume è un animale invertebrato, lungo in media circa 15 centimetri. Il suo corpo ha un aspetto singolare: è rivestito di una corazza che lo fa somigliare a un guerriero medioevale. Tale involucro, molto resistente e impregnato di sali calcarei, si chiama crosta.
Il corpo, segmentato, è diviso in due regioni: capotorace e addome. Quest’ultimo termina con un segmento diverso dagli altri, che forma una specie di pinna a ventaglio, organo di nuoto.
Il capo porta due antenne corte, due antenne lunghe che funzionano come organi tattili, due occhi composti e due occhi semplici. L’apparato boccale consta di un paio di mandibole e 2 paia di mascelle. Il torace possiede 5 paia di appendici locomotorie, di cui il primo paio termina con due forti pinze o chele, utili all’animale per afferrare le prede. L’addome è munito di 6 paia di piccole zampe, denominate piedi falsi perché non servono alla locomozione. Il gambero respira mediante branchie; è oviparo e il suo sviluppo non è accompagnato da metamorfosi.
Il gambero di fiume vive nelle acque dolci dei fiumi, dei ruscelli e degli stagni. Il colore verde oliva della sua pelle, che armonizza con quello dell’acqua, dissimula l’animale e lo aiuta a difendersi dai suoi nemici: lontra, topo d’acqua, grossi pesci, ecc. Di giorno rimane nascosto sotto i sassi; si muove soltanto di notte, camminando o nuotando a ritroso, alla caccia di qualche preda: pesciolini, ranocchi, chioccioline, vermi, insetti.
Per la sua carne saporita, il gambero è ricercato dall’uomo. Cuocendo, la pelle di questo animaletto, assume colore rosso; da ciò deriva l’espressione: «rosso come un gambero cotto».
Nel mare vive il gambero marino che può raggiungere 60 centimetri di lunghezza ed è attivamente ricercato dai pescatori. Molto ricercata è anche l’aragosta, le cui carni sono pregiate. L’aragosta è priva di chele e porta due antenne, lunghe quasi due volte il corpo, che servono da strumenti da presa e da offesa.
Il gambero e l’aragosta appartengono a un gruppo di invertebrati chiamati crostacei, perché hanno il corpo protetto dalla crosta. Altri crostacei sono: la canocchia, il paguro o bernardo l’eremita, il granchio, ecc.
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