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Il fiore e la sua funzione

Le piante finora citate si possono denominare anche piante con fiori perché producono i fiori, apparati costituiti da foglie speciali profonda¬mente modificate.
Se tutte le manifestazioni della natura sono motivo di ammirazione e di interesse, i fiori, per le loro forme svariate, esercitano un fa¬scino particolare. Osservali dunque nella loro struttura; basterà sceglierne qualcuno tra i più comuni (per esempio, il fiore del ciliegio, del pesco, del mandorlo) ed esaminarlo con la lente d'ingrandimento.
Nota che il fiore può essere sorretto da un pedùncolo (es. ciliegio), oppure può essere inserito direttamente sul ramo (es. pesco); il primo è un fiore peduncolato, mentre il secondo è un fiore sèssile.
Nella sua struttura generale, il fiore comprende quattro parti: sèpali, pètali, stami, pi¬stilli.
— I sepali sono foglioline verdi che racchiudono il fiore quando è in boccio. L'insieme dei sepali forma il calice.

-I petali sono foglioline variamente colo¬rate e profumate. L'insieme dei petali forma
la corolla. Il colore e il profumo della corolla servono a richiamare gli insetti sul fiore.
-Gli stami sono filamenti che terminano con un rigonfiamento detto antera, che è un
sacchetto pieno di granellini gialli, il pòlline. Gli stami rappresentano la parte maschile del fiore.
-Il pistillo è un organo somigliante a un piccolo fiasco: la base è detta ovario; il collo
stilo; l'estremità stimma. L'ovario contiene minuscoli granelli, gli òvuli. Il pistillo rappresenta
la parte femminile del fiore.
Sepali, petali, stami e pistilli sono inseriti su di un ingrossamento del peduncolo, detto ricettacolo o tàlamo.
Il fiore è molto importante perché rappresenta l'apparato riproduttore delle piante superiori, chiamate anche fanerògame, cioè pian¬te con fiori.
Le parti essenziali alla riproduzione sono gli stami (organi sessuali maschili) e i pistilli (organi sessuali.femminili). I sèpali e i pètali sono soltanto parti accessorie, potendo talora mancare.
La riproduzione di una fanerogama qualsia-si è illustrata nella figura 202. Un granello di polline cade sullo stimma del pistillo (= impollinazione); ben tosto esso rigonfia ed emette un budello che penetra nello stilo fino a rag¬giungere l'ovulo contenuto nell'ovario. Qui /'/ gamete maschile o anterozoo si fonde con il gamete femminile (= fecondazione). L'ovario poi ingrossa e diventa il frutto; men¬tre gli ovuli fecondati diventano semi, capaci di germogliare e dare origine a nuove piante.
In generale, alla impollinazione dei fiori provvedono il vento e gli insetti, specialmente le api. Viene così realizzata in natura l'impollinazione incrociata delle piante, ossia l'incontro del polline di un fiore con l'ovulo di un altro fiore della stessa specie.
Se esamini i fiori del nocciuolo, della vite, del sambuco, della margherita e di molte altre piante, puoi facilmente notare che il peduncolo, anziché avere un solo fiore, ne porta molti. In questi casi si ha una infiorescenza, che prende il nome dalla sua conformazione: spiga (es. nocciuolo, frumento); grappolo (es. glicine, vite); ombrella (es. carota, finocchio); capolino (es. margherita, carciofo).
Il noce, il nocciuolo, l'abete, il pino e altre pian¬te, hanno infiorescenze formate di fiori che portano soltanto gli stami (fiori maschili), e altre formate di fiori con i soli pistilli (fiori femminili). Tali pian¬te si chiamano piante monoiche.

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