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L’Era archeozoica: la nascita delle grandi pianure


Dei periodi precedenti abbiamo solo i resti di catene montuose e altri sporadici indizi che ci fanno capire che la situazione non doveva essere molto diversa. Ripercorriamo ora la storia del nostro continente europeo partendo dall’era più antica: l’ archeozoico.
L’era archeozoica si estende per il lunghissimo periodo che dalla formazione del pianeta arriva fino a 570 milioni di anni fa. In quel periodo la crosta terrestre diviene solida, l’atmosfera si arricchisce di ossigeno e nel mare compaiono i più semplici esseri viventi come i batteri e le alghe. Le terre emerse, invece, sono completamente deserte, prive di qualunque forma di vita sia animale che vegetale. Circa un miliardo di anni fa fa i continenti sono tutti riuniti in un unico grande supercontinente, che prende il nome di Pangea (questo termine deriva dalle parole greche pan, tutto e thàlassa, mare). In tale situazione ci è praticamente impossibile individuare l’Europa così come la conosciamo oggi, anche se parte del suo territorio esiste già: il primo nucleo del nostro continente costituisce oggi lo Scudo Baltico (Finlandia e Svezia) e gran parte della pianura russa. Non solo in Europa, ma anche in altri continenti si trovano territori la cui origine può essere fatta risalire al periodo archeozoico. Si tratta sempre di aree che, essendo molto antiche, hanno subito oltre un miliardo di anni di erosione. In genere perciò la loro superficie appare o leggermente arcuata, come uno scudo poggiato a terra, e in questo caso prendono il nome di cratoni (craton in greco significa scudo), o perfettamente pianeggiante, e in questo caso prendono il nome di tavolati.
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