Funzione ecologica della chiocciola

La chiocciola è un mollusco commestibile. Già gli antichi Romani ne apprezzavano le carni e ne facevano allevamenti in appositi vivai, chiamati chiocciolaie. Oggi le chiocciole sono ancora consumate in quasi tutti i paesi e rappresentano un piatto prelibato, specialmente in inverno, quando cioè gli animaletti hanno l’intestino vuoto e offrono carni più gustose.
Non si deve però dimenticare che la chiocciola si nutre di vegetali, specialmente di quelli prodotti negli orti e nei giardini: insalata, verdure, ecc., e pertanto è da ritenersi un animale dannoso. Durante le stagioni in cui il clima è mite e umido, le chiocciole, con le limacce, possono recare gravi danni all’agricoltura. In certi casi il contadino per difendersi dalla loro invasione è costretto a cospargere, intorno all’orto, sostanze velenose.
Un valido aiuto all’uomo in questa lotta lo recano i nemici naturali della chiocciola, cioè gli animali insettivori, come la gallina, il riccio, la lucertola, il carabo, ecc. La gallina, per esempio, quando si imbatte in qualche chiocciola, rompe la conchiglia a colpi di becco e ne mangia il contenuto. Anche il carabo (che è un insetto coleottero), assale la chiocciola, penetra nella conchiglia e la divora.

Ma, se la chiocciola è un mollusco più dannoso che utile, è doveroso precisare che diversi altri molluschi sono utili all’uomo. Tra questi ricordiamo i mitili e le ostriche di cui viene fatto perfino un allevamento artificiale (= miticoltura e ostricoltura).

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