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Apparati e funzioni dei pesci


-L'apparato digerente del pesce è costituito da: bocca, esofago, stomaco e intestino. Tali organi, però, non sono nettamente distinti come negli animali vertebrati finora studiati. La bocca è munita di denti tutti uguali e appuntiti, atti a trattenere la preda e non a masticare. Lo sviluppo dell'intestino nei pesci ovviamente dipende dal tipo di alimentazione. Pur avendo in generale una dieta mista, numerose specie, come il pesce rosso e la carpa, si possono considerare erbivori perchè di nutrono prevalentemente di vegetali presenti nell'acqua. Altre specie, invece, come la trota e il luccio, si possono ritenere carnivori perchè si nutrono in prevalenza di vermi, molluschi, larve di insetti, ranocchi, pesciolini. Nei pesci carnivori l'intestino è più corto.
Se a un pesce togli l'intestino, accanto alla colonna vertebrale vedi un sacchetto membranoso, generalmente diviso in due scompartimenti, pieno d'aria. Tale sacchetto non è un polmone, ma si chiama vescica natatoria che è in comunicazione con l'esofago. Non si sa ancora con precisione quale sia la funzione delle vescica natatoria perchè non tutti i pesci la posseggono: gli squali, ad esempio, ne sono privi. In alcuni pesci che cadono in letargo la vescica natatoria comunica con la faringe e può funzionare da polmone. Tuttavia pare che essa serva al pesce per equilibrare il peso specifico del proprio corpo con il peso dell'acqua circostante: quando la vescica si dilata, il pesce sale verso la superficie dell'acqua; quando, invece essa si riduce di volume, il pesce scende in profondità. Con questo meccanismo, il pesce inconsciamente applica una legge fisica scoperta da Archimede la quale di enuncia così: un corpo immerso in un liquido riceve una spinta diretta dal basso verso l'alto, uguale al peso del volume del liquido spostato.
-Il cuore praticamente presenta soltanto due cavità: un atrio e un ventricolo. Il sangue venoso, spinto dal ventricolo, raggiunge particolari lamelle chiamate branchie, in cui diventa arterioso. Poi, attraverso le arterie, viene distribuito a tutto il corpo. Quindi, dopo aver ceduto le sostanze utili e ricevuto quelle di rifiuto, cioè dopo essere divenuto venoso, ritorna all'atrio e passa nel ventricolo per riprendere la circolazione. Poichè il sangue passa una sola volta per il cuore, la circolazione del pesce è semplice. E poichè il sangue venoso non si mescola con quello arterioso, la circolazione è completa. Analoga a quella dei pesci è la circolazione degli anfibi durante la vita larvale.
-La respirazione del pesce avviene mediante organi respiratori ben diversi da quelli che si trovano negli animali che conducono vita terrestre. Solleva i due coperchi che si trovano ai lati della testa del pesce e vedrai delle sottili lamelle rigate: sono le branchie, gli organi della respirazione dei pesci. Le branchie hanno colore rosso perchè sono internamente percorse da una fitta rete di capillari sanguigni.
Per comprendere come avvenga la respirazione, devi ricordare ciò che è stato detta precedentemente. Nell'acqua è disciolta una considerevole quantità di aria e quindi anche d'ossigeno. L'acqua entra nella bocca del pesce, viene compressa dai muscoli della gola, lambisce le branchie ed esce attraverso le fessure brachiali. Così il sangue circostante nelle lamelle branchiali assorbe l'ossigeno disciolto nell'acqua e cede l'anidride carbonica, ossia il sangue venoso diviene arterioso. In questo scambio gassoso consiste la respirazione branchiale.
L'ossigenazione nei pesci tuttavia risulta alquanto ridotta. E poichè questi animali non dispongono di un efficace mezzo per impedire la dispersione del calore è ovvio che il loro corpo non possa mantenere una temperatura costante. I pesci quindi sono animali eterotermi, hanno cioè sangue caldo o freddo a seconda che si trovano in acque calde o fredde; la temperatura del corpo è quella ambientale.
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