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Gli animali e l’uomo

Nella Natura tutto è coordinato, perché ogni singolo essere vivente fa parte di un sistema.
Così, ad esempio, esistono gli insetti, che hanno il compito di distruggere carogne di altri animali o rifiuti di sostanze in decomposizione: a questi insetti danno la caccia le rondini ed i pipistrelli.
Uccidendo rondini e pipistrelli, gli insetti aumenterebbero enormemente di numero e diventerebbero un flagello: ma se scomparissero del tutto gli insetti, le carogne ed i rifiuti ammorberebbero l’aria.
È un modo di vedere piuttosto meschino ed angusto quello che considera gli esseri viventi in se stessi o nei rapporti immediati con noi individui. Bisogna allargare questa visione.
Tutto nel mondo della Natura ha un suo significato ed un suo valore: scoprirlo, comprenderlo e rispettarlo è il compito che ha l’Uomo, che con le creature viventi ha in comune il misterioso miracolo della vita.

L’Uomo da epoca antichissima si è servito degli animali per averne aiuto nella caccia o nel lavoro, come mezzo di trasporto o di difesa, oppure come docili e piacevoli compagni.
Egli ha dato agli animali addomesticati vitto e sicuro asilo: così tra l’Uomo e gli animali domestici si sono formati dei vincoli di collaborazione.
Nell’età neolitica l’Uomo ha catturato cuccioli di animali selvatici e li ha trattati benevolmente così che da adulti rimasero vicini ad esso.
Lentamente, attraverso incroci sono nate le razze domestiche: il Bue deriva probabilmente da uno Zebù di origine asiatica ed il Cane ha come suoi antenati lo Sciacallo e il Lupo.
Certo negli animali addomesticati le primitive qualità spontanee sono ormai inesistenti: a volte anzi essi hanno assunto quasi sentimenti ed atteggiamenti umani.
È il caso del cane, del gatto, del cavallo. Del senso di devozione religiosa che il cane ha per il suo padrone, un grande poeta, che è anche un acuto naturalista, M. Maeterlinck ha detto giustamente:
“Il cane ha riconosciuto lealmente ed irrevocabilmente la superiorità dell’Uomo, e si è abbandonato a lui pienamente”. Si può dire che la storia della civiltà dell’Uomo si è svolta, specie nelle epoche più lontane, in stretta collaborazione con gli animali domestici. L’uomo diventò cacciatore, pastore ed agricoltore con l’aiuto del cane, del cavallo, del bue.

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