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Abete rosso
Distinguibile dall'abete bianco per la sua corteccia rossastra, l'abete rosso o peccio forma senz'altro i più caratteristici ambienti forestali delle nostre Alpi. Ma specialmente nelle Alpi del Trentino e nel Cadore queste foreste sono estese e suggestive. Basti pensare alle splendide distese di abeti della foresta di Paneveggio, e a quelle estese nel versante atesino del Parco Nazionale dello Stelvio, per comprendere come questo albero dal portamento colonnare, dal fogliame cupo, dal sottobosco rivestito di folto muschio, possa es¬sere dichiarato l'albero simbolo del Trentino-Alto Adige, come il cervo, che sotto le spesse ombre della pecceta vive preferibilmente, può considerarsi l'animale più emblematico di questa regione essenzialmente alpina.
Come poeticamente si esprime Giacomini: « Nessun'altra foresta alpina ispira tanto solenne e mistica elevazione, quasi un arcano timore. Un silenzio profondo regna ovunque; solo a tratti gli alti vertici mossi dal vento sussurrano quasi lamentosamente; il suolo coperto mollemente di un bruno tappeto di aghi disseccati o da affioranti colonie verdi di muschio attutisce il rumore dei nostri passi ». Nel sottobosco si possono vedere il mirtillo nero e rosso, il rododendro e, a tratti, il sorbo degli uccellatori dalle bacche rosso corallo.

Una maniera facile per riconoscere l'abete rosso da quello bianco, oltre che dal colore della corteccia, è quella di osservare le sue « pigne »: l'abete rosso le ha pendenti, mentre quello bianco le mostra bene erette.

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