È possibile parlare di sesso tra genitori e figli? È questo il delicatissimo interrogativo al centro del nuovo episodio del nuovo episodio di "Skill Factor",il video podcast condotto come sempre dal nostro direttore Daniele Grassucci.
A rompere il ghiaccio ci hanno pensato la Dott.ssa Monica Calcagni e sua figlia Caterina: la nostra gin-influencer preferita che vanta milioni di follower è ormai un punto di riferimento in Italia per quanto riguarda l’educazione sessuale, con contenuti nei quali coinvolge spesso i membri della sua famiglia.
E se pensate che anche per lei e suo marito sia facile affrontare questi temi, vi sbagliate di grosso: questo episodio di Skill Facto ci mostra tutte le difficoltà di parlare di sessualità in casa aiutando genitori e figli a costruire strategie per raggiungere l’obiettivo.
Indice
Oltre la cicogna: la verità biologica come forma di rispetto
Monica Calcagni lo dice chiaramente: l’educazione sessuale non inizia a 14 anni, ma quando nasce la prima curiosità. “A casa mia non si è mai parlato di cicogne o cavoli”, spiega Monica. La scelta? Usare termini corretti come spermatozoi e ovociti fin dai 4 anni.
Spiegare la biologia ai bambini non significa "adultizzarli", ma fornire loro gli strumenti per capire la realtà. Come racconta Caterina, crescere con queste nozioni non ha tolto magia alla sua infanzia, ma le ha dato una consapevolezza che oggi le permette di essere un punto di riferimento (una vera "guru") per le sue amiche, che spesso non trovano lo stesso ascolto in famiglia.
Contraccezione pratica: il "metodo del calzino"
Uno dei momenti topici dell’intervista riguarda l’uso del preservativo. Monica confessa che anche per una ginecologa esperta può esserci imbarazzo nel parlare di pratica con i figli. La soluzione? Il metodo del calzino.
Srotolare un calzino sul braccio per mimare l’applicazione del condom è un modo per superare la barriera della vergogna, rendendo il gesto meccanico e privo di malizia.
Si parla anche di pillola anticoncezionale: Caterina condivide la sua esperienza, sottolineando come la contraccezione ormonale sia stata per lei una scelta di salute e autonomia, supportata da una consulenza medica professionale.
I due opposti: il sesso deromanticizzato e il ritorno del "maschio possessivo"
Il tema dell’educazione sessuale non può lasciare indietro il mondo delle relazioni. Caterina, per adesso, sembra decisa a rimanere single, ma fa una lucida affermazione sulla propria generazione: “Purtroppo l sesso è stato deromanticizzato”.
Mentre Monica, infatti, ricorda come le sue prime volte fossero spesso accompagnate da affetto sincero, oggi sembra che l’approccio sia molto più superficiale. All’inverso, invece, il romanticismo viene accostato a comportamenti possessivi e talvolta tossici.
“C'è una pericolosa tendenza a romanticizzare il ragazzo possessivo”, segnala la Calcagni. “Stiamo tornando indietro: oggi molte ragazze considerano "figo" il giovane che le controlla, che pretende la password del telefono, che le accompagna ovunque o che si fa trovare costantemente fuori da scuola”.
Secondo l’analisi emersa a Skill Factor, molti adolescenti confondono la gelosia ossessiva con l’interesse. Monica e Caterina elencano alcune Red Flags fondamentali:
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Il controllo dello smartphone e della password.
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L'isolamento dalle amiche o dallo sport.
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L'autolimitazione ("Non ci vado così non lo faccio arrabbiare").
Educare al consenso significa anche insegnare a dire di no, come ha fatto Caterina raccontando di aver denunciato una "pacca sul sedere" non richiesta a scuola, trasformando un episodio di bullismo in una lezione di rispetto per tutta la classe.
Gap Generazionale: i "Podcast Privati" della Gen Z
Il confronto tra mamma e figlia è inevitabile, e non solo per quanto riguarda le relazioni sentimentali e il modo di vivere il sesso, ma anche sul modo di vivere quotidiano.
Monica, da "boomer" dichiarata, fatica a capire perché i figli non rispondano al telefono ma mandino vocali da 10 minuti o note video. Per Caterina, la telefonata è un'invasione di campo, mentre il vocale è un podcast privato che puoi ascoltare quando vuoi.
La soluzione? Iniziare a farsi una “cultura” per capire questi codici, fondamentale per i genitori che vogliono mantenere aperto il canale del dialogo.
Vi aiutiamo noi!
Il Glossario Gen Z per Genitori (e Boomer curiosi)
Per non arrivare impreparati al prossimo confronto a tavola, ecco i termini usati da Caterina durante la puntata:
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Woke: Essere consapevoli e sensibili alle ingiustizie sociali (razzismo, diritti LGBTQ+, sessismo).
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Red Flag: Un segnale di pericolo in una relazione (comportamenti tossici o manipolatori).
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Cringe: Qualcosa di estremamente imbarazzante che provoca disagio in chi guarda.
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Gatto morto: Qualcuno che fa finta di essere innocuo o timido per attirare attenzioni o manipolare.
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Asfaltare: Distruggere l'interlocutore con un'argomentazione schiacciante (o un'ironia tagliente).
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Note Video: I messaggi video circolari di WhatsApp/Telegram, usati dalla Gen Z come mini-vlog.
3 Consigli Pratici per Genitori (secondo Monica Calcagni)
Parlare di sessualità a casa: sentiamo da qui l’odore dell’ansia di mamme, papà e figli. Per fortuna, Monica Calcagni a Skill Factor ha tracciato una rotta chiara per evitare che questi momenti diventino scene cringe di profondo imbarazzo. Ecco come fare:
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Sfrutta il "gancio" esterno: Non forzare mai una conversazione a tavola dal nulla (l’effetto "interrogatorio" è dietro l'angolo). Usa un film, una serie TV come Sex Education o una scena di un video per chiedere: "Ma secondo te cosa provano quei personaggi?", oppure “Cos’è che ti imbarazza di quello che vedi?”
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La maschera dell'imparzialità: Anche se una domanda ti gela il sangue, non far trasparire imbarazzo. Se mostri scandalo, tuo figlio non ti chiederà più nulla. Monica suggerisce di "mettersi una maschera": rispondi in modo tecnico e professionale, come se stessi parlando di qualsiasi altro argomento scientifico.
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Insegna il rispetto, non solo la biologia: L'educazione sessuale non riguarda solo come si mette un preservativo, ma come ci si comporta con l'altro. Insegnare ai giovani che il loro corpo è un territorio sacro e che il consenso è l'unica chiave d'accesso, è la chiave per formare adulti responsabili.
Perché guardare questa puntata?
Innanzitutto perché è divertente: quando ricapita di potersi intrufolare nel “backstage” di Casa Calcagni, da cui nascono video da milioni di views?
E poi perché il botta e risposta tra Monica Calcagni e sua figlia Caterina ci insegna che non serve essere genitori perfetti o ragazzi modello per parlare di sesso. Serve essere autentici.
L'educazione sessuale è, prima di tutto, educazione al rispetto di sé e degli altri.