5 segni indiscutibili che la tua storia d'amore è al capolinea

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di fine di una storia d'amore

Molto spesso nelle relazioni tendiamo a valutare l’interesse e l’amore dell’altro in base ad alcuni comportamenti. Accade però di fare confusione, riconducendo tutto a dei semplici luoghi comuni e facendo delle generalizzazioni eccessive. Non è detto che tutti i comportamenti abbiano lo stesso significato e basandoci su “se fa così vuol dire che…” possiamo fare degli errori. Molto spesso alcuni comportamenti di “controllo” o di “possesso” possono essere scambiati per eccesso di amore, quando non è detto che sia realmente così. Ecco 5 sintomi che la vostra storia sta volgendo al capolinea spiegati dall’equipe educazione sessuale dell’istituto di sessuologia clinica di Roma.

5. Il partner vuole condividere tutto
Quando il/la nostro/a lui/leivuole stare sempre con noi e fare tutto insieme può farci molto piacere, immaginandolo come un gesto di vero amore. Atteggiamenti o gesti che possono sembrare così possono essere, ad esempio, la richiesta di condividere:gli amici, gusti, hobby, lo stesso profilo Facebook, di uscire sempre insieme, di essere costantemente informato/a sui nostri spostamenti, ecc. In poche parole: puntare all’essere una cosa sola piuttosto che due persone. Questa voglia di “partecipazione” può essere realmente indice di grande affetto, ma non è detto che sia così in ogni caso. Anzi, molto spesso può significare non tollerare che l’altro sia una persona separata e voler esercitare un controllo sulla sua vita. Voler mantenere i propri spazi, di contro, non significa amare di meno, ma significa amare sia noi stessi che l’altro (e non solo l’altro) e apprezzare le differenze che ci sono. Attenzione, ciò non vuol dire nemmeno che fare tutto insieme sia sbagliato: molte coppie impostano la loro relazione così. L’importante è che sia una scelta di ciascuno e non un obbligo dettato dall’“è così che deve essere se due persone si amano davvero”.

#4. È geloso/a
La gelosia è un sentimento frequente quando ci piace o siamo innamorati di qualcuno, tuttavia non è detto che tutti la sperimentino. Inoltre, ci sono livelli e modi di reagire diversi. La gelosia ci dice molto di più sulla persona che sul grado di amore che prova per l’altro. Può essere dovuta a un’insicurezza come la paura di essere lasciati, traditi, imbrogliati. Altre volte al pensare che l’altro ci appartenga e che non sia una persona separata, ma un “oggetto” che non può essere toccato da nessun altro. A volte la gelosia verso il partner non è solo di natura sessuale, ma può essere diretta a tutte le persone care come familiari o amici, perché non si tollera di essere solo una parte del mondo dell’altro e non il centro. Questi sono esempi di come l’intensità dell’amore può non essere direttamente collegata alla gelosia. Bisogna, quindi, fare un po’ di attenzione, perché confondendo la gelosia con il troppo amore si può rischiare di accettare le richieste che il partner ci fa e trovarci ad isolarci dal resto del mondo, perdendo di vista una parte importante di noi stessi e di quello che ci piace fare.

3. Mi controlla
Controllare tutti i movimenti dell’altro è ritenuto spesso un comportamento normale tra partner: “se ci amiamo non ci devono essere segreti”. Adesso, con i vari social è possibile avere il controllo su molti aspetti: quando siamo online su WhatsApp, o l’orario dell’ultimo accesso, vedere chi sono i nostri amici su Facebook, chi scrive sulla nostra bacheca o mette like a foto o post e, viceversa, tutti i nostri movimenti. Accanto a questi comportamenti, da considerare “leciti” perché siamo noi a rendere pubbliche molte delle informazioni che ci riguardano, cene possono essere altri più invadenti tra cui il sentirsi in diritto di accedere al nostro smartphone, avere le password di accesso ai vari account o ancora di poter mettere impostazioni che permettano di localizzarci in qualsiasi momento. Se non siamo d’accordo con questa intrusione spesso possiamo essere accusati di avere qualcosa da nascondere, arrivando, così, a cedere a questa richiesta. Tutti questi comportamenti violano la nostra privacy e il nostro spazio ed è molto importante saper dire di no. Amare non significa poter avere accesso indiscriminato alla vita dell’altro, ma a ciò che avremo piacere o motivo di voler condividere.

Ti sei innamorato/a fra i banchi di scuola? Guarda il video

2. È molto premuroso
Anche alcuni comportamenti che possono essere “carini” e “affettuosi” possono in realtà celare un bisogno di controllo. Questi spesso sono maggiormente messi in atto dai ragazzi nei confronti delle ragazze, essendo condivisa, da un punto di vista culturale, l’idea della ragazza come bisognosa di protezione. L’essere eccessivamente premuroso può tradursi in accompagnare in qualsiasi spostamento la propria ragazza: scuola, palestra, supermercato ecc. e non permetterle di uscire da sola. Ci si può sentire piene di attenzioni, dato che il nostro ragazzo si preoccupa per noi, tuttavia quando i comportamenti sono eccessivi e non lasciano un minimo spazio, non sono indice di affetto in quanto arrivano a limitarci nelle cose che vorremmo e potremmo fare da sole.

1. Fa continue scenate

Questo è un altro segnale fuorviante. Seguendo il detto “la calma è la virtù di chi non è coinvolto” spesso si pensa che quando una persona non ha reazioni forti, in realtà non le importi nulla di noi, perché se ci tiene è normale che “perda la testa”. Fare scenate o dare di matto quando si sta perdendo il partner, si è arrabbiati o gelosi non è sinonimo di essere troppo innamorati, perchè anche questo ci dice molto più sulla persona che sul suo amore per noi. Può esserci una difficoltà nel gestire le proprie emozioni che sembra che arrivino come un’esplosione e nel tollerare che l’altro si allontani o che non faccia ciò che gli si chiede. A volte reazioni più pacate possono, al contrario, segnalare un reale tenerci al partner, riuscendo ad accettare le sue scelte anche se in contrasto con le proprie. È importante perciò sentirsi in diritto di difendere la propria posizione anche quando l’altro sembra non “reggere” e non tendere sempre ad interpretare le manifestazioni dell’altro con un “fa così perché ci tiene”; potremmo, ad esempio, chiederci come ci sentiamo nei momenti in cui lui/lei ci fa delle scenate frequenti, magari davanti agli amici o in luoghi pubblici. Se la risposta è che ci sentiamo a disagio, in forte imbarazzo, ci sentiamo impietriti, o in qualsiasi altro modo che ci fa provare grossa difficoltà, dovremmo provare a parlargliene e dargli modo di regolarsi. Se questo non avviene, allora forse dovremmo ripensare al benessere che sentiamo davvero nello stare con questa persona così diversa da noi.

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