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Conseguenze su bambini/e di essere coinvolti nella violenza


- sintomatologia psicofisica
- sofferenza psicologica e anche diversi sintomi (inclusi addirittura quelli psicotici), a breve, medio e lungo termine: la violenza, infatti è una situazione di estremo terrore anche per un bambino, che non riesce ad esercitare alcun controllo
- Iper-adattamento, “adultizzazione”: i bambini spesso assumono un ruolo eccessivamente adulto di protezione della mamma.
Di ciò nei servizi si tende a colpevolizzare la mamma, ma questa situazione è il risultato di una situazione di terrore in cui è necessario proteggersi l’un l’altro. Infatti, situazioni in cui si riscontra un rapporto esageratamente stretto madre-bambino, che può apparire patologico e problematico, è una conseguenza di una condizione in cui era necessario unirsi per sopravvivere (quindi è una vera e propria strategia di sopravvivenza).
- Compromissione della relazione madre- bambino
- Corruzione del bambino, che per esempio viene attivato per spiare la madre
- Conflitti di lealtà: il bambino vorrebbe voler bene ad entrambi i genitori ma si vede costretto a scegliere
- Isolamento sociale: un bambino che vive questo tipo di situazione si isola (ad esempio, non invita amici a casa per paura che scoppino litigi)
- Sfiducia nel mondo degli adulti: non sempre i servizi e la giustizia tutelano i bambini vittima di violenza.
Quando i bambini non sono tutelati (esempio vengono obbligati dal tribunale a passare le vacanze con il padre maltrattante) sviluppano un senso di sfiducia nei confronti degli adulti
- “Apprendimento sociale della violenza”, rischio di diventare un adulto violento
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