1. Colloqui clinici: è una forma d’interazione fra un psicologo e un soggetto che presenta problemi psicologici di varie natura.
Gli obiettivi sono:
a. Comprendere la natura e le cause del disaggio del paziente e fare la diagnosi.
b. Porri le basi per un intervento utile a migliorare la situazione del paziente.

Il colloqui clinico comprende, oltre alla consultazione verbale, anche l’uso di test. questi ultimi possono essere di varie tipo, a secondo di ciò che si vuole valutare. Abbiamo cosi test intellettivi, test Proiettivi( evidenziano una parte in concia), questionari di personalità,
affinché il colloquio clinico abbia esiti positivi sono importate: il luogo in cui si svolge che sia un ambiente raccolto e tranquillo;
contesto psicologico cioè se la persona si rivolge allo psicologo spontaneamente o perché spinta da latri;
setting è l’insieme delle regole da osservare che devono essere regole condivise e che permettono la relazione tra paziente e psicologo;

osservazione della comunicazione verbale e non verbale attraverso cui si esprimono sentimenti e emozioni e stati d ano del paziente;
Controllo dei fenomeni di transfert e contro transfert che sono lo scambio di reazioni tra il paziente e il terapeuta

I colloqui terapeutici

Colloquio di consulenza: consiste in un rapporto interpersonale in cui un professionista, dotato di adeguato preparazione e esperienza, aiuta un soggetto in difficoltà ad affrontare e risolvere un problema. Si affronta un problema specifico per volta , non si affrontano problemi di natura psichiatrica.
Lo psicologo può assumere la approccio diretto: in tal caso sono forniti informazioni e indicazioni per orientare il paziente verso altri specialisti e professionisti; la approccio non diretto: in cui il paziente viene guidato in modo che trovi da solo la propria soluzione, da questo approccio nasce il caunselinq : nel caunseling non si danno consigli e non si usano tecniche direttive.

Colloquio psicoterapeutico:
L’obiettivo che si pone la psicoterapia psicoanalitica è di mettere il paziente in condizione di studiare e risolvere i propri conflitti in una prospettiva evolutiva. Una psicoterapia a indirizzo psicoanalitico è indicata dove ci si trovi di fronte a disarmonie e arresti evolutivi: casi che richiedano di aiutare il soggetto, oltre che a rivivere e vivere quegli affetti, esperienze e lacune di relazioni che per diverse ragioni non ha potuto esperire. Nel colloquio iniziale di presa in carico prevede:
Identificazione dell’opportunità di proporre un tale tipo di trattamento;
Dare tempo e spazio al soggetto per una decisione e maturazione della decisione;

Messa in atto della decisione con il professionista
Attuazione dell’intervento vero e proprio.
Alla fine del processo diagnostico, lo psicologo si è formato un quadro di personalità del paziente e di conseguenza anche un’idea del fatto che il paziente abbia bisogno o meno di una psicoterapia e nella fase di restituzione-progettazione viene restituito quel quadro che via via si era andato costituendo nella fase diagnostica. Successivamente il paziente , dopo un ripensamento su quanto proposto, chiede un appuntamento per iniziare l’intervento (Colloquio di presa in carico).

colloquio cognitivo risponde a principi tecnici semplici e chiari. Incoraggia il paziente ad apprendere tre abilità fondamentali: riconoscere il legame tra la propria sofferenza emotiva e i propri pensieri, mettere in dubbio la validità di questi pensieri, elaborarne di nuovi, più utili per fronteggiare le situazioni problematiche.
Nel primo colloquio, dopo aver raccolti i dati del paziente (generalità, indirizzo, studio, professione, famiglia, lavoro, assunzione farmaci, etc.), è importante conoscere i motivi che lo spingono a richiedere aiuto.
Se il motivo di tale richiesta è riconducibile ad un preciso stato di sofferenza, è utile conoscere quando questa condizione è iniziata, con quale intensità si presenta, con quale frequenza (oraria, giornaliera o settimanale) e quali conseguenza essa ha nella vita del soggetto. Nel primo colloquio è altre sì importante valutare se il paziente è in grado, o meno, di formulare una ipotesi sulla origine del disturbo che lo affligge.
Uno degli strumenti per indagare sui meccanismi di mantenimento dei vari disturbi è l'analisi .
Dopo aver raccolto le motivazioni che hanno spinto il paziente verso la richiesta di aiuto, è necessario che lo Psicoterapeuta effettui una valutazione diagnostica delle sue caratteristiche psicologiche.

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