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Psicologia dello sviluppo: lo sviluppo motorio dalla nascita al secondo anno di vita


Lo sviluppo motorio del neonato non può essere considerato separatamente rispetto agli altri aspetti del suo sviluppo, che vanno di pari passo.
Alla nascita, i movimenti del neonato sono quasi tutti di tipo non intenzionale, involontario. Questi movimenti involontari, sono denominati “riflessi” e sono il primo modo che il bambino possiede per interagire con la realtà esterna, in un periodo durante il quale non ha controllo sui propri movimenti.
Tra i riflessi più importanti abbiamo quelli che garantiscono la sopravvivenza del bambino, quali: la suzione, la deglutizione, il vomito; e altri esempi di riflessi sono: la rotazione del capo e la deambulazione.
Nonostante la loro natura involontaria e non intenzionale, i riflessi permettono al piccolo di evolvere verso una coordinazione intenzionale, con il progressivo sviluppo anatomico degli arti inferiori.
A tal proposito, dobbiamo puntualizzare che l'acquisizione della posizione eretta e la conquista della deambulazione intenzionale consentono al bambino di interagire ed essere sottoposto a nuovi contesti (ora ampliati), e acquisire così nuove conoscenze, che favoriscono a loro volta lo sviluppo delle strutture logiche, cognitive, linguistiche, percettive, sociali, ecc.
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