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Jean Piaget


Jean Piaget sviluppò una delle più importanti teorie sullo sviluppo mentale del bambino. Egli dimostrò che l’intelligenza del bambino è differente da quella dell’adulto in modo quantitativo e qualitativo.
La teoria dello sviluppo cognitivo (Piaget afferma che lo sviluppo cognitivo consente di acquisire informazioni dall’ambiente, le quali permettono l’evoluzione delle capacità intellettive che mutano e si perfezionano durante tutto l’arco della vita) è suddivisa in quattro periodi (chiamati anche fasi o tappe).

Primo periodo: periodo senso-motorio (dalla nascita a due anni circa)
Secondo periodo: periodo pre-operatorio (dai due anni ai sei anni circa)
Terzo periodo: periodo operatorio concreto (dai sei anni ai dodici anni circa)
Quarto periodo: periodo operatorio formale (dai dodici ai quattordici anni circa)
L’età del bambino all’interno di ogni periodo può variare (ma non di tanto), alcuni fattori ambientali possono infatti accelerare o ritardare lo sviluppo cognitivo. Ogni periodo è diverso dal precedente e presenta forme, strutture e regole diverse; il passaggio da uno stadio all’altro deve essere graduale (non si può saltare degli stadi e non si può retrocede nello sviluppo cognitivo)inoltre le nuove acquisizioni di uno stadio non si perdono passando allo stadio successivo, ma vengono integrate con le nuove.
(Mi soffermerò a spiegare il periodo senso motorio enunciato da Piaget)

Periodo senso-motorio (dalla nascita a due anni circa)


Lo stadio senso-motorio è la prima tappa dello sviluppo cognitivo secondo la teoria di Piaget. Durante questo periodo il bambino, che inizialmente possedeva solo l’uso dei soli riflessi per elaborare informazioni e restituire risposte (molto spesso si trattano di azioni inconsapevoli e innate come per esempio il pianto,la vocalizzazione, l’allungamento degli arti …), passa dall’uso di schemi motori semplici all’uso di schemi motori sequenziali. Il bambino acquisisce quindi un intelligenza pre-verbale detta anche senso-motoria poiché i bambini interagiscono con l’ambiente solo mediante la percezione e le azioni, poiché non sono ancora in grado di evocare oggetti o eventi non presenti percettivamente
Lo stadio è caratterizzato dai seguenti aspetti:

La risposta del bambino alla realtà è di tipo sensoriale e motoria.
Il bambino non ha ancora una rappresentazione interna degli oggetti
Il bambino reagisce solamente agli stimoli presenti

Questo stadio è suddiviso a sua volta sei sottostadi che sono uguali per tutti i bambini del mondo. Non è possibile saltare uno stadio nle sintetizzarne i processi, è necessario che ogni individuo acquisisca e sviluppi i diversi schemi tipici di ogni fase.
Le prime tre fasi sono caratterizzate dal perfezionamento dei riflessi e delle azioni innate.
La 4° e la 5° fase sono caratterizzate dall’uso intenzionale delle azioni per raggiungere degli scopi (intelligenza senso-motoria).

• Nello stadio senso-motorio possiamo distinguere 6 sottocategorie

1°. Stadio dei riflessi innati (0-1 mese)
Tipici di questa fase sono appunto i cosiddetti riflessi innati che il neonato applica per diverse soluzioni (es. la suzione, i movimenti oculari e i movimenti degli arti). Il bambino utilizza la suzione come strumento di raccolta di informazioni sul mondo esterno; l’uso frequente di questi riflessi per comunicare con il mondo esterno porta alla creazione di “abitudini”.
Questo sottostadio è caratterizzato anche da un egocentrismo radicale nel neonato, esso, infatti, non riesce a distinguere se stesso dal mondo esterno.

2°. Stadio delle reazioni circolari primarie (1-4 mesi)

In questo stadio, la ripetizioni di un’azione prodotta inizialmente dai riflessi innati che il bambino esegue per rispondere a stimoli esterni, diventano abitudini; il neonato infatti, scoperto il risultato di un movimento involontario tenta di ottenere nuovamente l’effetto precedente (esempio: il neonato agita il sonaglino per produrre un suono ...).
Le reazioni circolari primarie porta alla formazione di nuovi schemi senso-motori come per esempio girare la testa nella direzione di un suono, chiudere il palmo della mano quando gli viene toccato …
In questo stadio si sviluppa anche la coordinazione tra visione e azione, il neonato dopo aver visto un oggetto cerca di afferrarlo.

3°. Stadio delle reazioni circolari secondarie (4-8 mesi)

Nelle reazioni circolari secondarie il bambino inizia a compiere delle azioni motorie eseguendole ripetutamente per puro piacere di verificare cosa accade all’ambiente nel momento in cui compie un’azione, durante questa fase il bambino diventa sempre più sociale grazie all’acquisizione di una serie di capacità senso-motorie che gli permettono di interagire con l’esterno.
Il bambino, infatti, dirige la sua attenzione anche al mondo esterno e non più solo al suo corpo, per esempio il bambino cerca di afferrare, tirare, scuotere e muovere gli oggetti.
Nelle reazioni circolari secondarie non sono sempre seguiti da risultati.
Molto importante è il tempo che intercorre tra l’azione e l’effetto per comprende al meglio ciò che si fa e ciò che succede.
Inizialmente il tempo in cui il bambino fa attenzione a ciò che succede dopo una qualsiasi azione è molto breve; nelle fasi dello sviluppo successive, questo lasso di tempo, si allunga. Nonostante le reazioni circolari secondari siano molto più complesse non sono ancora comportamenti intelligenti; le azioni che esegue non sono intenzionali ma sono svolte per raggiungere un fine.


4°. Stadio delle coordinazione mezzi-fini (8-12 mesi)
Il bambino inizia a coordinare due schemi d’azione per raggiungere uno scopo: compaiono i primi movimenti intenzionali (es. tirare via un cuscino per prendere il giocattolo sottostante). Si può parlare di veri e proprio movimenti intenzionali a partire dai 10 mesi circa; il bambino sviluppa un’intelligenza tale da poter risolvere problemi semplici e coordinare i mezzi-fine.


5°. Stadio delle reazioni circolari terziarie (12-18 mesi)
Il bambino presenta una costante sperimentazione con il mondo esterno ricorrendo all’utilizzo di nuovi schemi (derivati dall’evoluzione dei vecchi schemi) e nuove modalità per il raggiungimento del proprio interesse. Inizia il “ragionamento”. Il bambino è in grado di risolvere i propri problemi da solo attraverso prove ed errori ed è capace di modificare gli schemi acquisiti in precedenza.

6°. Stadio delle rappresentazioni mentali (18-24 mesi circa)
Il bambino è capace di immaginare le azioni che desidera compiere anticipandone gli effetti per raggiungere il suo obbiettivo, senza aver bisogno di dover concretizzare l’azione. Inoltre, il sesto stadio, è lo stadio della rappresentazione degli oggetti attraverso i simboli; il bambino sarà capace di distinguere un oggetto anche dopo la sua scomparsa e sarà capace di distinguere mentalmente l’oggetto dal suo simbolo. La parola ,invece, non viene più utilizzata solamente per accompagnare delle azioni ma bensì anche per descrivere ciò che ha visto (descrizione di oggetti non presenti) o ciò che ha fatto qualche tempo prima.




• Quali sono i giochi più adatti a sviluppare l’intelligenza senso-motoria?

1) la casina delle api (0-6 mesi)
La casina delle api è un gioco che sviluppa la sensibilità musicale del bambino producendo una dolce melodia che tranquillizza il neonato. Inoltre sviluppa nel neonato le percezioni udite e visive, infatti questa api dai colori allegri volano a ritmo di musica stimolandone l’attenzione.

2) tappeto attività (6-12 mesi)
Il tappeto attività è un tappeto che sviluppa nel bambino la capacità motoria e sensoriale. Il bambino è stimolato dai colori, dalle forme e dai suoni a muoversi per raggiungere gli oggetti desiderati.

3)casetta degli incastri (12-14 mesi)
Con questo gioco il bambino sviluppa le capacità sensoriali in particolare tattili e visive. Riconosce le forme e i giusti incastri.

4) la fattoria degli animali (14-18 mesi)
Con il gioco della fattoria il bambino ha un primo approccio educativo, impara i nomi e i versi degli animali e anche i numeri e colori.

5)la cucina (18-24)
Con il gioco della cucina il bambino (maschio o femmina) impara il giochi del far finta di essere … Si trasforma in cameriere, in cuoco, nella mamma che prepara il pranzo …



Tra tutte le fasi di Paiget quella che ritengo sia fondamentale per lo sviluppo completo del bambino sia da ritrovare nella sua prima fase: quella senso-motoria. Il bimbo infatti toccando, scuotendo, mordendo, guardando, ascoltando è stimolato nella conoscenza del mondo che lo circonda; è fondamentale proporre ai bambini giochi adatti alla propria età perché ogni gioco rappresenta per lui una conquista e una scoperta.
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