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La solitudine emozionale


La solitudine è l'evolversi di un'emozione non gestita. E' la paura dell'abbandono, il timore di rimanere soli e privi del legame affettivo, di perdere l'altro nonostante le cose vadano bene, paura che appartiene a ciascuno di noi. E' la manifestazione di un forte disagio che, se trascurato, può far cadere l'adulto, in un meccanismo patologico di cui non riesce a tenere il controllo. E' il risultato di relazioni emotivamente poco sane, che non sono basate sulla gioia di dare incondizionatamente, ma sulla paura. Relazioni dannose, che ci fanno stare male, e pur riconoscendo che sono fatte per noi, ci costringiamo all'impossibilità di troncare, siano esse di amicizia, lavoro o amore. Per paura di rimanere soli, e nell'illusione di poter controllare le nostre emozioni, prolunghiamo questa sofferenza escludendo ogni possibilità di aprirci a nuove esperienze. Stringendoci così ad una vita emozionale triste e frustrata. Il punto centrale infatti è la separazione vissuta dalla persona come abbandono. Ecco allora che scattano una serie di meccanismi e comportamenti malsani, finalizzati ad esorcizzare la perdita dell'altro. Si è vittime di se stessi nella convinzione che qualcuno si debba per forza prendere cura di noi. Principalmente prende forza nelle relazioni più intime. Divorzio, separazioni reali, perdite che risalgono anche all'età infantile o da qualsiasi altra causa che preveda l'interruzione del contatto con l'altro. Ma la felicità è un diritto di nascita, ed avere delle relazioni soddisfacenti è possibile.
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