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I processi mentali: caratteristiche dei processi automatici e dei processi consapevoli


I processi mentali possono essere automatici (involontari) oppure consapevoli (volontari).
La categorizzazione è intenzionale in molti casi, possiamo, infatti, categorizzare gli stimoli in base a moltissimi criteri, tuttavia, è molto più controversa la natura automatica di questo processo.
I processi controllati o intenzionali hanno le seguenti caratteristiche:
- sono processi consapevoli, ovvero che possono essere raggiunti attraverso l’introspezione;
- hanno un inizio ed un’esecuzione controllata ed intenzionale, che viene implementata attraverso una serie pianificata di azioni;
- hanno un alto consumo di risorse cognitive;
- sono interrompibili;
- il loro funzionamento è in serie.
Invece, i processi automatici, sono contraddistinti dalle seguenti peculiarità:
- non sono consapevoli;
- l’inizio e l’esecuzione non sono vincolati dal controllo intenzionale (ad esempio, possono essere innestati da informazioni motivazionali o situazionali);
- non sono interrompibili, perciò, una volta avviati devono essere portati a termine;
- sono contraddistinti da un basso consumo di risorse cognitive, perciò possono essere effettuati mentre eseguiamo un processo controllato;
- funzionano in parallelo.
Tuttavia, i modelli descritti sono due prototipi, ovvero degli esemplari che esemplificano al meglio ciò che stiamo definendo: in realtà, i processi mentali non esclusivamente automatici o esclusivamente volontari bensì si collocano lungo un continuum: vi sono processi che hanno una componente automatica e una componente controllata, ma ce ne sono anche altri che sono totalmente automatici, quali ad esempio la risposta pupillare alla somministrazione di uno stimolo ansiogeno.
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