Ominide 4865 punti

Nei primi mesi di vita il bambino possiede un insieme di riflessi, ovvero delle modalità ereditarie di interazione con l’ambiente che, secondo Piaget, costituiscono i primi mattoni dello sviluppo cognitivo. I riflessi sono presenti sin dalla nascita ma possono essere maggiormente sviluppati con l’esercizio e possono gradualmente modificarsi a seconda della necessità dell’ambiente.
Esempi di riflessi: toccare le labbra di un neonato stimola il riflesso di suzione; stimolare il palmo della mano determina un riflesso palmare di prensione, stimolare la pianta del piede comporta un riflesso palmare (riflesso della prensione plantare e palmare); il riflesso di Moro si manifesta con una reazione di soprassalto accompagnata da improvvisa apertura delle braccia al verificarsi di stimoli come un rumore improvviso o quando si appoggia il neonato in modo brusco o rapido; lo scalciare (kicking) è un esercizio motorio fondamentale per sviluppare abilità motorie più evolute.
Se i riflessi non scompaiono o non sono presenti ad una determinata età possono essere indicatori di danni celebrali.

Tra gli 8 e i 12 mesi emergono le prime forme di intenzionalità (il bambino sa quello che vuole e può mettere insieme più schemi per raggiungere un obiettivo; ad esempio afferra una coperta e la tira per prendere un oggetto appoggiato su di esso) e la capacità di usare segnali per prevedere gli eventi (ad esempio il bambino piange se la madre si mette il cappello perché in altre occasioni quando ha compiuto questa azione poi è andata via).

Hai bisogno di aiuto in Psicologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email