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Memoria di lavoro

Gli psicologi sono tutti d’accordo nel ritenere che la memoria a breve termine sia più complessa da quanto espresso dalla teorie del multimagazzino. Viene formulata perciò, da Beddeley e Hitch una teoria più adeguata in cui la memoria a breve termine è un sistema più complesso. Per dimostrare ciò, venne fatto un esperimento riguardo ad un doppio compito. Era importante apprendere una serie di parole presentate visivamente e contemporaneamente bisognava ripetere una serie di numeri. I due compiti furono eseguiti con successo con un lieve effetto sfavorevole del primo compito. Se la MBT fosse un sistema unico avremmo avuto una forte interferenza tra i due compiti.
Perciò questa nuova teoria afferma che la memoria a breve termine o memoria di lavoro sia formata da tre componenti:
1. L’esecutivo centrale: esso è un sistema di controllo attentivo a capacità limitata, utilizzato per risolvere problemi che non possono essere affrontati dalle altre due componenti. Secondo Baddeley, sarebbe situato nei lobi frontali il pensiero di pazienti con danno ai lobi mancano di direzione e controllo e sono proprio queste le caratteristiche dell’esecutivo;

2. Il circuito articolatorio: un sistema a capacità limitata che contiene informazioni in forma fonologica e per circa due secondi. Può anche essere chiamato loop fonologico. Questo è formato da un magazzino fonologico basato sul linguaggio e da un processo di controllo articolatorio. Quando le parole sono presentate acusticamente, entrano automaticamente nel magazzino mentre se vengono presentate in forma visiva passano indirettamente nel magazzino attraverso il processo di controllo articolatorio. Se dovessimo eseguire un compito di soppressione articolatoria mentre vengono presentate delle info visive, queste ultime non entrano nel magazzino a differenza di quelle uditive. Inoltre le immagine presentate visivamente vengono ricordate quelle corte rispetto a quelle lunghe ma se queste vengono ripetute ad alta voce per circa due secondi, venivano ricordate indifferentemente dalla loro lunghezza.
3. Il taccuino visuo-spaziale: esso è utilizzato per immagazzinare informazioni visive e spaziali.

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