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Melanie Klein viene comunemente considerata la fondatrice della prospettiva delle relazioni oggettuali e per la sua teoria dello sviluppo del bambino.
Il modello kleiniano costituisce un ponte tra quello di Freud e le teorie delle relazioni oggettuali, in quanto, da una parte si centra sulle relazione del bambino con gli oggetti a livello di fantasia (quindi sono oggetti interni più che sul livello di realtà) e sull'idea che sia la vita pulsionale a guidare gli istinti primitivi del bambino verso gli oggetti; dall'altro, analizza anche gli oggetti esterni, infatti, Klein attribuisce una certa importanza anche l'ambiente, alla figura materna in modo particolare.
Klein ritiene che esistono dei sentimenti di amore e di persecuzione (e quindi anche di aggressività) sin dalla nascita, all'interno della relazione con la madre. I sentimenti della dimensione persecutoria che si alleviano solo grazie alle cure materne. Lo sviluppo poi è frutto dell'interazione tra le caratteristiche ambientali (la relazione materna o con il caregiver) e le caratteristiche innate del bambino.

Esistono delle rilevanti differenze tra la concezione di Freud e quella di Klein, inerenti l'angoscia.
Le pulsioni l'angoscia per Freud originano da una rimozione non riuscita, invece, secondo Klein, nei neonati l'angoscia è dovuta al conflitto tra istinto di vita e istinto di morte e dall'altro al conflitto tra una percezione della realtà che da benessere contro una realtà cattiva.

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