Sapiens Sapiens 12185 punti

La mappa del mondo nella comunicazione


Della realtà noi abbiamo una percezione soggettiva. Nel processo comunicativo oltre all’emittente (chi manda il messaggio), al ricevente (chi riceve il messaggio), al codice (il linguaggio utilizzato per comunicare), al canale (il mezzo attraverso cui passa la comunicazione), al messaggio (il contenuto della comunicazione) e al referente (il tema di cui si parla), esiste anche un settimo elemento: la mappa del mondo. In geografia, la mappa è un documento che riproduce un territorio, in cui sono evidenziati solo alcuni particolari e non tutti. La stessa cosa succede quando, nella nostra mente, noi rappresentiamo la realtà. Infatti, nella nostra mente ricostruiamo parzialmente quanto succede fuori di noi e non tutto quello che succede. Ognuno di noi filtra la realtà tenendo conto dei propri sensi, delle esperienze personali, dei propri interessi, dei valori a cui dà più importanza. [I valori sono tutte quelle idee che cui siamo costruiti nel tempo e che per noi sono vere. Es. gli alberi sono verdi. La terra ha una forma sferica, ecc.].

Quindi, la percezione che noi abbiamo della realtà non è oggettiva (identica per tutti), ma soggettiva perché dipende da ognuno di noi e questo succede in ogni istante della nostra vita.
Si può fare un esempio. Se chiediamo ad alcune persone di ricordare le vacanze estive passate in riva al mare, qualcuno ci parlerà del caldo che faceva, altri delle nuotate, altri ancora delle amicizie fatte e dei divertimenti.

In pratica, nel corso della nostra vita noi ci costruiamo tutta una serie di idee che riguardano sia la realtà interna che esterna. Queste idee costituiscono la mappa del mondo di ciascuno
Pertanto, la nostra visione del mondo non è mai totale, ma parziale: infatti, senza accorgersene e quindi inconsciamente, selezioniamo alcune informazioni e permettiamo solo a pochi stimoli di essere percepiti.
Quali informazioni percepiamo? Quelle che ci interessano di più o quelle che conosciamo meglio, venendo così a creare una mappa del mondo molto individuale che costruiamo sulle nostre esperienze personali a cui si aggiunge la nostra “cultura”. Che cos’è la cultura in senso antropologico? La parola “antropologico” deriva dal greco antico athropos = uomo. Quindi la cultura in senso antropologico è il modo di vedere il mondo e di dare un significato a ciò che ci circonda per fornirlo successivamente al gruppo di appartenenza.

Il procedimento completo è quindi il seguente:
1. Prendo le informazioni dall’ambiente mi circonda
2. Tramite la mia personale mappa del mondo, faccio una selezione fra tali informazioni
3. Tramite la mia personale mappa del mondo elaboro le informazioni
4. Il registro della mia elaborazione va a costruire ed arricchire la mappa del mio mondo
Da quanto esposto, si deduce che ogni individuo dispone di una mappa individualizzata della realtà e questo in qualche modo condiziona il processo di comunicazione. Pertanto se vogliamo che la comunicazione con l’altro sia efficace è necessario che il nostro messaggio sia sintonizzato con la mappa del mondo di colui a cui ci rivolgiamo.

Hai bisogno di aiuto in Psicologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email