Alhazen (965-1039)

Per A. la visione avviene per raggi emessi dalla cosa vista all’occhio per mezzo di una piramide il cui vertice è nell’occhio e la base nella cosa vista. Egli usa l’effetto dell’immagine postuma per dimostrare che i raggi non partono dagli occhi, ma dagli oggetti guardati. A. intende l’occhio come una camera oscura che riceve le scorze (raggi) degli oggetti, le quali non si mescolano tra loro (vedi camera oscura), ma rimangono autonome e inoltre non riproducono da sole l’intero oggetto in quanto ogni punto della superficie dell’oggetto invia la sua scorza, esse quindi ne riproducono solo la forma.
Alhazen ha riportato in occidente gli studi aristotelici tornando sui fenomeni ottico-illusori. Egli distingue fra sensazione pura (solus sensus--> impressione passiva dell’oggetto) e percezione (--> rappresentazione mentale dell’oggetto)- La rappresentazione di ciò che è percepito avviene attraverso ragionamento --> si integrano informazioni sensoriali con ciò che noi già sappiamo su quegli oggetti attraverso la memoria pregressa. Questo consente di declinare la percezione come per accidens --> integrazione elem. sensoriali con memoria. Le illusioni quindi non sono errori dei sensi ma errori dell’elaborazione percettiva. Idea che anticipa la teoria dell’inferenza inconscia di Helmoltz, ossia processo che avviene al di sotto del livello della coscienza per cui l’oggetto viene integrato con info che vengono dai miei schemi elaborativi derivati dall’esperienza. A livello dell’ultimum sentiens si ha un’immagine bidimensionale che provoca sensazione di luce e colori in quanto tali, mentre le altre caratteristiche percettive (grandezza, forma, distanza…) sono ottenute per ratiocinatio attraverso una comprehensio per signum, che si può appunto assimilare all’inferenza inconscia di Helmoltz.

La dimensione onirica può essere spiegata secondo lo schema aristotelico in quanto in sogno si stacca la relazione fra ragionamento e i sensi da cui esso deriva, le fantasticherie sono quindi libere associazioni scollegate dai sensi.
Per A. la conoscenza è adeguamento del soggetto all’oggetto, ossia delle forme dello psichismo alle cose --> psichismo è microcosmo che rispecchia il cosmo. “adeguatio sensorum ad rem”.

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