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La legge 104

La legge 104/92, è il riferimento legislativo "per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".
I principali destinatari sono dunque i disabili, ma ci sono dei riferimenti anche per chi vive con loro. Il presupposto è infatti che l'autonomia e l'integrazione sociale si raggiungono garantendo alla persona handicappata e alla famiglia adeguato sostegno.
E questo supporto può essere sotto forma di servizi di aiuto personale o familiare, ma si può anche intendere come aiuto psicologico, psicopedagogico, tecnico.
Porta in alcuni casi anche ad agevolazioni sul posto di lavoro o agevolazioni fiscali.

Disabilità e sessualità

La sessualità di una persona si riferisce all’insieme dei desideri degli affetti ed emozioni, collegati a se stessi e alla relazione con gli altri.
La programmazione di un intervento legato all’educazione sessuale prevede:
• Obiettivi di ordine generale come incrementare il livello di autocontrollo, migliorare la conoscenza e la cura del corpo;

• Interventi legati alla consapevolezza delle emozioni legate al contatto fisico, alla gestione di comportamenti autostimolatori (al quale il disabile ricorre per riempire momenti di noia o solitudine o come mezzo per attirare l’attenzione), al rapporto sessuale.

Il ritardo mentale: le cause e la classificazione

Il ritardo mentale si presenta con caratteristiche diverse da soggetto a soggetto, in relazione ai livelli di gravità, dei meccanismi di compensazione o della presenza o meno di altri deficit, ma esistono delle caratteristiche che risultano presenti in gran parte dei soggetti ritardati.
Le capacità d'attenzione e di concentrazione sono limitate e per questo anche l’esperienza percettiva ne risente. Vale a dire che vi è un incapacità a integrare e collegare diversi dati percettivi in un’unità strutturata o a cogliere le relazioni esistenti tra parte e tutto di una figura. Anche la memoria è limitata sia in fase di memorizzazione che in fase di recupero. Il pensiero e il modo di ragionare del ritardato mentale è diverso da quello del “normodotato”. È un pensiero dominato dalla concretezza e non supera lo stadio delle operazioni concrete. Si presentano anche difficoltà nel pianificare e prevedere delle situazioni perché andare oltre la situazione prevede capacità immaginative e creative che difettano al soggetto con ritardo mentale. Presenta una rigidità del pensiero intesa come incapacità di estendere una conoscenza acquisita in una situazione ad altre situazioni. La rigidità compare anche nel tipico comportamento del “tutto o niente”, il soggetto ha difficoltà a mediare tra due obiettivi. Risulta più o meno accentuata la carenza di competenze linguistiche infatti in caso di ritardo mentale gravissimo la comunicazione verbale può essere totalmente assente.

Nella classificazione del DSM IV, la definizione di ritardo mentale si trova nell’Asse II, dove sono collegati anche i disturbi della personalità e non vengono menzionate le cause che hanno portato alla situazione di ritardo.

I livelli di gravità

Il ritardo mentali si può presentare come:
Ritardo mentale lieve Livello di QI da 50-55 a circa 70
Ritardo mentale moderato Livello di QI da 35-40 a 50-55
Ritardo mentale grave Livello di QI da 20-25 a 35-40
Ritardo mentale gravissimo Livello di QI al di sotto di 20-25

Ritardo mentale lieve

Questo livello di gravità è il più frequente ed è principalmente causato da fattori ambientali come la scarsa intelligenza dei genitori, scarse stimolazioni, più che da danni del SNC. Le capacità senso motorie hanno alterazioni minime e le difficoltà intellettive emergono con evidenza solo nella realtà scolastica. Le persone lievemente ritardate acquisiscono il linguaggio con qualche ritardo e possono acquisire capacità scolastiche corrispondenti all’incirca alla quinta elementare. La maggior parte di esse raggiunge anche una piena indipendenza nella cura di sé e nelle abilità pratiche e domestiche, anche se lo sviluppo è considerevolmente più lento del normale.
Le maggiori difficoltà si riscontrano nelle capacità di far fronte alle innovazioni e di effettuare delle scelte.

Ritardo mentale moderato

Raramente questi soggetti hanno grossi deficit motori ma hanno comunque carenze nella rapidità e coordinazione dei movimenti. La maggior parte dei soggetti con questo livello di ritardo mentale acquisisce capacità comunicative durante la prima fanciullezza e lo sviluppo del linguaggio è lento. La memoria è di tipo esclusivamente meccanico e la capacità di giudizio e di senso critico è presente in minima misura infatti anche se possono imparare a spostarsi da soli con i mezzi pubblici è necessaria la presenza di una guida costante. Difficilmente progrediscono oltre il livello della seconda elementare.

Ritardo mentale grave

Presentano un marcato deficit motorio o altri deficit associati che indicano la presenza di un danno del SNC. Tutti i settori delle attività mentali sono gravemente compromessi come l’attenzione e la percezione della realtà circostante che è spesso distorta. Possono essere addestrati alle attività elementari di cura della propria persona e nell’età adulta possono essere in grado di svolgere compiti semplici e ripetitivi.

Ritardo mentale gravissimo

Si evidenzia una notevole lesione al SNC e sono frequentemente presenti forme di epilessia. I soggetti con questo livello di ritardo sono in maggioranza immobili o gravemente limitati nella mobilità. La funzione simbolica del pensiero è solo abbozzata e le capacità di rievocare situazioni non presenti sono estremamente carenti. C’è una compromissione del funzionamento senso motorio. A causa dei gravi deficit cognitivi e motori l’adattabilità alla vita di relazione è minima e non raggiungono mai o solo in piccola parte un’autonomia personale.

Ritardo mentale e personalità

A complicare il quadro clinico del ritardato mentale intervengono dei comportamenti riconducibili ai disturbi della personalità. Nelle situazioni di integrazione scolastica o lavorativa i disturbi più frequenti sono riconducibili a ansia e depressione mentre nelle situazioni in cui il soggetto vive in istituzioni chiuse per gran parte del suo tempo prevalgono problemi legati all’aggressività, autolesionismo, chiusura autistica e disturbi psicotici. Questo sottolinea l’importanza di un ambiente e di un clima positivo.

La sindrome di Down: caratteristiche psicologiche e fisiche

La sindrome di Down è il risultato di un’alterazione cromosomica che provoca differenze significative sul piano normale di crescita e di sviluppo psicofisico.

Caratteristiche fisiche guardare cultura medica

Caratteristiche psicologiche

Le persone con sindrome di Down, nella prima infanzia, sono lattanti calmi, tranquilli, che piangono poco ed amano farsi accarezzare, che dormono molto, silenziosi nel corso della giornata, capaci di restare per varie ore inattivi senza protestare: la passività, la lentezza e l’inerzia dominano il quadro. Hanno tempi di reazione agli stimoli molto maggiori rispetto agli altri bambini. Il rallentamento dello sviluppo psicomotorio fa sì che le tappe tipiche della crescita vengano raggiunte dopo e lo stesso avviene per le tappe dello sviluppo psicologico. Per quanto riguarda l’aspetto motorio si evidenzia la difficoltà di coordinare le diverse unità motorie. Il linguaggio ha uno sviluppo lento, aggravato in molti casi dall’ipoacusia ed ha possibilità limitate di diventare un valido mezzo di comunicazione.
Dal punto di vista riabilitativo l’obiettivo non è compensare o recuperare una particolare funzione, quanto organizzare un intervento educativo globale che favorisca la crescita e lo sviluppo del bambino.

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