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La riflessione meta cognitiva

Dagli anni Settanta del secolo scorso, gli studi sulla metacognizione ne hanno evidenziato il ruolo fondamentale per un apprendimento efficace.
La riflessione su come impariamo ci permette di divenire consapevoli del mondo in cui acquisiamo ed elaboriamo le informazioni, di conoscere i nostri punti di forza e di debolezza, e quindi di attuare le strategie più adatte al nostro stile cognitivo per conseguire gli obbiettivi di apprendimento.
Le principali abilità meta cognitive riguardano la concentrazione, l’attuazione di strategie di apprendimento, la conoscenza del funzionamento della memoria, il recupero delle informazioni, la costruzione di mappe cognitive o schemi riassuntivi, l’utilizzazione di informazioni già acquisite per nuovi apprendimenti.
La psicologia costruttiva ha sottolineato l’importanza del contesto: lo spazio fisico, la rete di relazioni che ci si crea tra studenti e tra insegnanti e studenti, i comportamenti accettati,le attività,gli strumenti a disposizione. Nella didattica metacognitiva lo studioso.

Ianes individua i seguenti quattro livelli: conoscenze sul funzionamento della mente umana, pria mente, utilizzo di strategie di autoregolazione cognitiva, variabili psicologiche che entrano in gioco nei processi cognitivi.
Ad A. Bandura dobbiamo la riflessione sul concetto di autoefficacia. Per autoefficacia si intende la percezione di un soggetto rispetto alla propria capacità di affrontare le situazioni. Bandura sottolinea il rapporto interattivo tra individuo e ambiente:i soggetti non si limitano a rispondere alle richieste dell’ambiente, bensi sono attivi nel definire i loro obbiettivi.
L’autoefficacia influenza a diversi livelli i processi motivazionali:la scelta degli obbiettivi, l’impegno, la sopportazione dello stress.
Gli psicologi chiamano concetto di sé l’insieme delle conoscenze e idee che l’individuo elabora su sé stesso attraverso le diverse esperienze e il rapporto con l’ambiente. Al concetto di sé si collega la stima di sé:mentre il primo riguarda la percezione che il soggetto ha di se stesso, la seconda concerne la valutazione dell’individuo su se stesso,la sua soddisfazione o meno rispetto a come è.
Si parla anche della classificazione delle mete educative di B.S. Bloom ,che nasce dall’esigenza di trovare un modo chiaro e condiviso per valutare l’apprendimento all’interno delle istituzioni scolastiche,evitando valutazioni troppo soggettive o approssimate.
Egli individua gli obbiettivi i padronanza e gli obbiettivi di competenza.

Imparare a studiare

I concetti esposti e analizzati nel primo capitolo vengono poi illustrati agli studenti,invitandoli a riflettere sui temi della motivazione,delle convinzioni, della concentrazione,dello studio della rielaborazione ,della memoria,dell’organizzazione del lavoro personale,dell’autonomia nello studio,dell’uso dei sussidi , della cura di sé e della capacità di controllare l’ansia, con particolare riferimento alla personale esperienza di studenti.

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