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Il termine psicologia deriva dal greco e significa “discorso sull’anima” oppure “studio sull’anima”. La riflessione dell’uomo su se stesso ha radici molto antiche, tuttavia, la psicologia si afferma come disciplina scientifica soltanto alla fine del diciannovesimo secolo grazie alla fondazione del primo laboratorio di psicologia per opera di Wundt.
Molti studiosi si sono interrogati circa la motivazione per cui studiare la storia della psicologia. Una prima risposta è quella di studiarla per non commettere gli stessi errori del passato; tuttavia, tale risposta si rivela ingenua e incompleta: nella vita e nella scienza non si apprende dagli errori e dall’esperienza altrui.
A tal proposito, due storici della psicologia, Hearst e Viney hanno elaborato una serie di motivi per i quali studiare la storia della psicologia: per evitare le trappole del passato; per constatare che a volte il nuovo è antico; per valutare l’importanza e l’originalità di idee apparentemente banali; per scoprire i legami della propria disciplina con le altre e conoscerne l’evoluzione storica e culturale.

Tuttavia, anche questa concezione si rivela inadeguata poiché intrisa di presentismo, ovvero una concezione che dà importanza esclusivamente al presente. Si aveva la pretesa di riscoprire la storia della psicologia per applicare le vecchie conoscenze al presente, tuttavia, ciò non è possibile in quanto ogni conoscenza è frutto del suo tempo. Inoltre, la psicologia, così come tutte le altre scienze non procede per accumulo di sapere bensì per falsificazione.

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