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Opere e pensiero di Freud

Sigmund Freud(1856-1939)
-medico psichiatria,psicologo e filosofo ;
-Ha rivoluzionato lo studio dei meccanismi della mente umana, dando un’interpretazione scientifica della sessualità e scoprendo l’importanza decisiva dell’inconscio;
- positivista e antipositivista allo stesso tempo:: una concezione biologica e fisiologica dell’uomo e dalla convinzione che l’intero comportamento sia regolato da precisi meccanismi rilevabili scientificamente. Scoprendo il mondo inconscio, però oltrepassa il positivismo, e costruisce un nuovo, suggestivo linguaggio, in cui la ragione si rivela come un fenomeno solo superficiale di fondamentali impulsi irrazionali.
Egli ha studiato particolarmente i disturbi di tipo nevrotico, per lui curabili attraverso la psicoanalisi (dottrina e pratica che lo hanno reso lo psicologo più famoso del mondo.)

Teoria generale della psiche
Consiste nell’elaborazione sistematica di tutte le conoscenze psicologiche ricavate in termini di corrispondenze e regolarità, al fine di spiegare il funzionamento generale della psiche. Tale teoria generale si struttura a partire da un modello che è stato la principale intuizione di Freud: l’inconscio come base della vita psichica. La teoria generale è costituita da:
-Assiomi della teoria psicanalitica = Freud sostiene che dare per scontata l’esistenza di processi inconsci sia una necessità per la psicologia scientifica. Egli afferma che l’inconscio è il fattore determinante di molti dei comportamenti umani sulle cui cause non si era ancora fatta luce. Le sue dinamiche nascoste e i nostri comportamenti manifesti sono caratterizzati da rapporti necessari causa-effetto piuttosto indipendenti dalla nostra volontà: compito della psicanalisi è proprio quello di metterli in luce. Altri assiomi della teoria psicanalitica sono i concetti di: Pulsione; Rappresentazione; Complesso. –Le quattro dimensioni della psiche = Possiamo tradurre la concezione di apparato psichico con “mente”; essa è suddivisa da Freud in quattro dimensioni, presenti tutte contemporaneamente e distinte solo a fini analitici:
Dimensione dinamica = Concezione per cui la psiche è rappresentata come un campo di forze in movimento, anche potenzialmente in conflitto l’una contro l’altra ;
Dimensione “economica” = Concezione per cui la psiche è rappresentata come un apparato fisiologico che mira ad effettuare un saldo positivo tra piacere e dispiacere, ossia ad ‘allontanare la sofferenza’, evitando la concentrazione e l’accumulazione dell’energia psicobiologica, che ha bisogno di fluire e di essere scaricata dalle fibre nervose.;
Dimensione topica = Concezione per cui la psiche è rappresentata come un apparato divisibile in varie componenti funzionali che possono anche essere raffigurate spazialmente. La I° topica (venne formulata nel 7° capitolo de L’interpretazione dei sogni,) è una ‘mappatura’ della psiche che tende ad individuarne i luoghi (=“tòpoi”), denominati “province psichiche”.Tramite questa divisone emerge l’aspetto spaziale e statico della psiche, che in seguito Freud rivedrà. Si suddivide in:
-conscio = È la componente della psiche che riguarda la consapevolezza di sé e l’identificazione logica di ciò che fa parte del campo di conoscenza in qualsiasi momento.
–preconscio = È quella zona di transizione in cui i contenuti usciti dell’inconscio aspettano di essere incorporati nel conscio, tuttavia non è detto che questo avvenga. Molti dinamiche e conflitti psichici si situano a questo livello.
–inconscio =È la realtà psichica profonda e primaria che sta alla base della vita psichica cosciente, determinandola. Contiene tutte le pulsioni e i contenuti psichici che non entrano nel campo della coscienza (tranne in alcune circostanze, come la terapia psicanalitica), ma muovono costantemente l’azione umana. La II topica: Freud completa la distinzione tra livello cosciente e livello inconscio nel 1921, individuando un’ulteriore distinzione dimensionale in tre istanze psichiche (È concepita, a differenza della I° topica, non tanto e non solo come un ‘luogo’ della psiche, ma come una componente attiva, come componente operante a livello dinamico). Con questa nuova distinzione viene evidenziato maggiormente l’aspetto dinamico della psiche, rispetto alla staticità della ‘provincia psichica’. Si suddivide in: -Io è l’istanza tipica della coscienza; è infatti ampiamente conscio, pur restando una sua parte ancorata all’inconscio, dal quale, comunque, ha avuto origine. Con l’Io entriamo nel mondo della ragione, della logica, delle relazioni temporali consequenziali e della verbalizzazione dei contenuti. Infatti, tramite l’Io la persona riconosce come proprie certe funzioni e rappresentazioni mentali. La sua funzione è quella di dare identità alla vita psichica, sintetizzando faticosamente esigenze spesso in contrasto: deve infatti conciliare la richiesta di soddisfacimento immediato della pulsione, i fattori determinanti della realtà (che non sempre lo permette) e l’autorità del Super-Io (che spesso lo proibisce)., - Super-io(deriva dall’ io) È l’istanza corrispondente al principio di autorità; sorge dall’interiorizzazione di norme, prescrizioni, divieti e delle figure di autorità (in particolar modo quella del padre). Il Super-Io, dunque, costituisce il nostro mondo morale, di regole, principi, valori e modelli di riferimento che sanzionano le trasgressioni sotto forma di senso di colpa. Insieme all’Io esercita la funzione di repressione.
-Es è l’istanza, per così dire, opposta all’Io: al suo interno non vale alcuna legge morale o controllo razionale, ma solo il principio di piacere. L’Es è la componente più ampia dell’inconscio, dalla quale traggono origine le energie e le attività psichiche.
Dimensione genetica = Concezione per cui la psiche è rappresentata come il risultato dell’evoluzione biologica e culturale. La psiche è infatti soggetta ad uno sviluppo, determinato sia da fattori biologici, sia da fattori relazionali .Questo sviluppo è da intendere sia al livello filogenetico della storia evolutiva della specie umana, sia al livello ontogenetico della vita del singolo, in cui l’apparato psichico si struttura a partire già dalla primissima infanzia.
-Teorie pulsionali = Nel corso dei suoi studi, Freud elabora tre differenti teorie pulsionali, in tre diversi periodi :
-Pulsioni libidiche e pulsioni di autoconservazione = Freud ritiene inizialmente che esista un dualismo pulsionale:
- pulsioni libidiche che rispondono ad un criterio di funzionamento della psiche denominato principio di piacere
- e pulsioni di autoconservazione che rispondono al principio di realtà. Quest’ultimo corrisponde alla funzione della psiche che determina il sorgere l’ io
-Pulsioni libidiche investite anche sull’Io = In questo periodo Freud ritiene invece che vi sia un’unica tipologia pulsionale: soltanto che le pulsioni libidiche vengono investite anche sull’Io; la libido è un’energia che può essere indirizzata verso differenti bersagli pulsionali, tra cui, pure, se stessi, a fini di autogratificazione. La distinzione tra Io e mondo si acquisisce quando si ha una coscienza ferma, e l’Io si costituisce a partire da un investimento libidico su se stessi, in termini non puramente narcisistici. Rimane la distinzione tra principio di piacere e principio di realtà come criteri di funzionamento della vita psichica. -Pulsioni di vita e pulsioni di morte = Qui Freud elabora un altro modello di dualismo pulsionale: -Pulsioni di vita (Eros)
- Pulsioni di morte (Thanatos) - Fondamentalmente le pulsioni dell’Eros tendono all’unione della sostanza vivente, mentre quelle di morte alla sua disgregazione, per regredire fino allo stato inorganico dove non si è soggetti alle ‘irritazioni’ che la libido procura con le pulsioni di vita, togliendo quiete al soggetto. l’Es, infatti, vorrebbe vedere i suoi desideri soddisfatti “qui ed ora”. Il problema è che il desiderio è infinito e il soddisfacimento relativo. Molta parte dell’attività pulsionale, in particolare il desiderio sessuale e l’atto che ne deriva, è caratterizzata però, per Freud, da un impasto di pulsioni, in cui Eros e Thanatos si mescolano indistricabilmente.
Ricerca psicologica
La psicanalisi costituisce anche un “protocollo di indagine” della ricerca psicologica volto a individuare le leggi e le dinamiche che determinano i processi della mente. Il metodo ‘clinico’ parte dall’osservazione del ‘patologico’, per poi ricostruire i nessi funzionali della mente ‘normale’. Freud è stato criticato per questo, tuttavia è da precisare che per lui non esiste un confine netto tra la condizione normale e quella patologica: la salute psichica è sempre un equilibrio dinamico e precario. Il fine della ricerca è, chiaramente, la formulazione di una teoria basata sull’osservazione empirica dei dati psicologici, ma anche di fornire strumenti efficaci per la pratica terapeutica.
Lo sviluppo psicosessuale infantile
fasi dello sviluppo psicosessuale
-La psiche del bambino si sviluppa superando il narcisismo primario (che limita tutto l’investimento pulsionale a se stesso, in una condizione che imita quella di protezione intrauterina), procedendo a costituire relazioni oggettuali col mondo. Lo sviluppo psichico segue precise tappe dell’investimento libidico, le quali devono essere adeguatamente superate, al fine di giungere alla sessualità matura e generativa della vita adulta. Le fasi psicosessuali, soggette a fissazioni e regressioni, sono state individuate da Freud che ne ha evidenziato i punti di crisi da superare. Sono le seguenti: Fase orale ;Fase anale ;Fase fallica ;Fase di latenza ;Fase genitale. -L'infanzia, per Freud, costituisce un periodo fondamentale per la costruzione della personalità, e quindi anche per l'insorgere di eventuali vulnerabilità che possono condurre ad esiti psicopatologici. La vicenda psicosessuale infantile è caratterizzata principalmente dal complesso edipico. Freud sviluppa una teoria dello sviluppo psicosessuale articolata in varie fasi.
-Esistono, secondo Freud, principi fondamentali che determinano il funzionamento della psiche: Il principio di piacere, che governa la realtà inconscia, per cui le pulsioni pretendono immediata soddisfazione, ricercando senza eccezioni il piacere, cercando di evitare il dolore e di far diminuire le tensioni.
Il principio della realtà proprio del mondo cosciente, che consente al soggetto di adattarsi alle condizioni della realtà esterna. Le pulsioni vengono controllate e gestite in vari modi dall’Io (influenzato dal Super-Io), siccome la realtà non sempre può garantire un soddisfacimento immediato e/o adeguato.Questi due criteri di funzionamento permarranno anche quando Freud elaborerà differenti teorie pulsionali.
Meccanismi di difesa
I meccanismi di difesa sono funzioni psichiche che tutelano l’integrità dell’Io, il cui equilibrio è instabile perché questa istanza deve far fronte alle pressioni pulsionali dell’Es, alle esigenze del Super-Io e alla realtà esterna. Costituiscono, quindi, lo strumento per incanalare o soffocare pulsioni, per orientarle in nuove direzioni, per arginare attacchi esterni per diminuire le tensioni e l’ansia determinate dai conflitti psichici. I meccanismi di difesa individuati da Freud sono numerosi,ne segnaliamo i piu importanti: 1) Proiezione 2)Rimozione 3)Formazione reattiva 4)Regressione 5)Fissazione 6)Sublimazione 7)Isolamento 8)Ritiro dell’Io 9)Rivolgersi contro di sé 10)Razionalizzazione 11)Compensazione 12)Annullamento retroattivo 13)Ricordo di copertura 14)Spostamento
Spostamento- Seppur all’opera anche come meccanismo di difesa, lo spostamento è però una normale funzione del processo primario della psiche, dunque prescinde dalle censure operanti a difesa dell’Io. Consiste nel trasferimento dell’energia pulsionale da una rappresentazione ad un’altra, collegata in un qualche modo alla prima, anche se a volte in modo difficile da ricostruire dalla coscienza regressione- Meccanismo di difesa per cui, mentre gli individui dovrebbero dirigere le proprie pulsioni conformemente alla propria maturazione fisiologica, si regredisce a uno stadio psichico precedente. Si manifesta nelle forme di pensiero, nelle relazioni oggettuali e nella strutturazione del comportamento valutate in base ai vari stadi dello sviluppo psicosessuale. La regressione viene divisa da Freud in tre tipi diversi:
1) Regressione topica, che fa riferimento al punto di vista topico dell’apparato psichico, particolarmente evidente nei sogni;
2) Regressione temporale, che si riferisce a un ritorno del soggetto a fasi superate nello sviluppo libidico.
3) Regressione formale, quando primitivi modi di espressione e raffigurazione sostituiscono quelli abituali.
Sublimazione= L’individuo sostituisce un obiettivo non raggiungibile con un altro socialmente accettabile, le cariche pulsionali vengono canalizzate verso contenuti permessi
Proiezione= Processo inconscio con cui si attribuiscono ad altri sentimenti negativi della propria coscienza perché inaccettabili. Tale operazione permette di eludere il senso di colpa e di giustificare la propria condotta verso gli altri (non sono io che ti odio ma tu , quindi mi comporto di conseguenza) La proiezione è alla base di fenomeni come le credenze mitologiche, la superstizione, l’animismo e l’innamoramento, ma anche nelle manie paranoiche.
Formazione reattiva= consiste nella sostituzione di un sentimento o desiderio inaccettabile nel suo opposto (odio>amore,inferiorità>supriorità, Adler parlerà di compensazione)
Fissazione= L’individuo blocca il suo sviluppo psichico a uno dei primi stadi per il timore di affrontare l’angoscia legata al passaggio ai successivi(per es,. la Sindrome di peter pan) Isolamento - è un meccanismo di difesa in cui avviene una separazione tra il tono affettivo e la rappresentazione dell'affetto e che si manifesta attraverso la percezione spesso ossessiva di un pensiero che viene considerato estraneo dal soggetto percepiente, estraneo in quanto non viene ricollegato a nessuna modalità affettiva particolare.
Ritiro dell’ io - Meccanismo di difesa simile all’isolamento, che, dinnanzi a una condizione di disagio psichico, permette al soggetto di ritirare le pulsioni che aveva investito all’esterno. Anche in questo caso, infatti, si tratta di una fuga dalla realtà emotiva. Se l’isolamento comunque spinge l’individuo a condotte attive e costruttive, il ritiro dell’Io porta alla passività.
Rivolgersi contro di se- meccanismo di difesa dell’Io che agisce quando il soggetto si trova nella condizione di non poter esprimere in alcun modo i propri impulsi e le proprie idee inconsce, a causa delle forti interdizioni che ha dovuto subire. L’energia non espressa si rivolta così contro il soggetto stesso, che assume di conseguenza comportamenti di tipo masochistico, autolesionista, ecc. razionalizzazione-Meccanismo di difesa che ci spinge a individuare dei legami logici di causa e effetto tra le nostre pulsioni e i nostri comportamenti. Esso ci permette di elaborare una ragione fittizia al fine di razionalizzare e giustificare, evitando di trovarci di fronte ai nostri reali problemi, e di scoprire i nostri conflitti, che ci procurerebbero disagio ed ansia (ad esempio, una mamma può razionalizzare come grande amore per il proprio bimbo quello che in realtà è un attaccamento ossessivo dovuto a insicurezze, senso di dipendenza o manie di controllo).
Compensazione - meccanismo di difesa in cui il soggetto che vive casi di inferiorità, reale o presunta, vissuti con ansia e angoscia, cerca una difesa attraverso questo meccanismo, che ha un forte potere di rassicurazione.Esso si forma nel periodo infantile, quando il bambino si trova necessariamente a confrontarsi con il mondo degli adulti. Dal confronto egli ne esce svantaggiato, quindi mette in atto la compensazione per cercare una reintegrazione della propria immagine, lottando per diventare una persona importante, o comunque colmando in altre aree di attività e di relazione il proprio sentimento di inferiorità annullamento retroattivo -Meccanismo di difesa che consente di cancellare parole, gesti e azioni del passato, come se nulla fosse avvenuto è un meccanismo che, per certi versi, assomiglia alla formazione reattiva: come quella anche l’annullamento retroattivo permette di sostituire un comportamento nuovo ad una condotta indesiderata, con la differenza che questo cancella non solo i bisogni e i desideri inconsci, ma tutto quanto è successo precedentemente. Anche perché i comportamenti attuali dell’individuo sono contrari alla condotta e alle sue pulsioni inconsce precedenti.
Ricordo di copertura - Meccanismo di difesa dell’Io che costituisce, a livello inconscio, un ricordo in sostituzione a un determinato contenuto psichico problematico rimosso, che viene travisato in modo tale da superare le censure e divenire esprimibile.I ricordi si riferiscono a esperienze rimosse o a ‘fantasmi psichici’ ad esse connessi che, non potendo essere accolti dalla coscienza, vi compaiono mascherati di innocenza mentre, in realtà, sono legati ad esperienze traumatiche del passato.
Pratica terapeutica
Freud mantenne sempre molto legate tra loro il metodo terapeutico e la teoria della psicanalisi: se uno poteva essere stimolo e pratica empirica dalla quale partire e ricavare una teoria, il metodo terapeutico era comunque basato sulla teoria generale ed era volto in particolar modo alla risoluzione dei disturbi nevrotici. Infatti Freud era soprattutto interessato alle nevrosi, ritenendo le psicosi irrisolvibili attraverso la psicanalisi. Si suddivide in:
-Ipnosi=È una condizione psichica caratterizzata da uno stato intermedio tra la veglia e il sonno, in cui si assiste a una riduzione delle capacità critiche e una limitazione dell'attenzione alle sole richieste formulate dall'ipnotizzatore. Freud la utilizzò inizialmente nel trattamento dell'isteria, ma ben presto si rese conto che tale trattamento non agiva sulla fonte della nevrosi, bensì sospendeva soltanto i sintomi per un certo lasso di tempo. Non consentendo al paziente di elaborare il proprio vissuto psichico, cosa che Freud riteneva necessaria, l’ipnosi fu presto abbandonata in favore di un nuovo metodo: la psicoanalisi.
–libere associazioni = Metodo terapeutico in cui si chiede al paziente di rinunciare deliberatamente, per quanto gli riesce, alla censura cosciente, quindi di riferire tutti i suoi pensieri senza preoccuparsi delle ordinarie convenzioni sociali, della logica, dell'ordine, e senza valutare la loro importanza o futilità, nonostante le sue sensazioni di imbarazzo e di vergogna. Tutto ciò in base all'ipotesi che la nevrosi è il frutto della rimozione di materiale che non ha avuto accesso alla coscienza o non è stato sufficientemente elaborato da questa.
Funzioni psichiche in rapporto con la pratica terapeutica-Alcune delle funzioni psichiche importanti da riconoscere nella pratica terapeutica sono:
la censura = Funzione dell'apparato psichico che impedisce ai contenuti inconsci inaccettabili e ai loro derivati di accedere alla coscienza. Esso compare per la prima volta nel saggio Studi sull'isteria (1895), in cui S. Freud parla della censura come di una «forza psichica, la quale si opponeva a che le rappresentazioni patogene diventassero coscienti». Tale funzione si affievolisce in determinate situazioni, come l’ipnosi e il sonno.
La repressione = È quel meccanismo di difesa che consiste nella decisione consapevole di "reprimere" la rappresentazione interna di un'esperienza angosciosa dal campo della coscienza. Gli atti mancati = Sono azioni il cui obiettivo non viene raggiunto, ma sostituito da un altro, comportando una sorta di comunicazione cifrata da parte dell’inconscio: la pulsione rimossa riesce infatti ad esprimersi, ma in modo alterato. Si tratta pertanto di un effetto del meccanismo di spostamento. Gli atti mancati includono i lapsus, gli errori di lettura e scrittura, lo smarrimento di oggetti, la dimenticanza di appuntamenti o di nomi, lo scambio di un oggetto con un altro, ecc;
I lapsus = Termine in riferimento all'uso non intenzionale di parole errate, dovuto non a ignoranza, ma a nascoste motivazioni inconsce. Il lapsus deriva dal contrasto tra la censura dell’Io e certi pensieri inconsci che premono sulla psiche del soggetto manifestandosi con un errore apparentemente casuale (come dire una parola al posto di un’altra) o in un silenzio.
Lo spostamento; la resistenza; l’esame di realtà… Coazione a ripetere = Per coazione a ripetere si intende un fenomeno in cui un individuo continua a ripetere azioni penose e spiacevoli a proprio danno. Freud aveva osservato tali fenomeni nelle nevrosi da trauma, nel transfert analitico, nei giochi infantili e in alcuni meccanismi biologici elementari. Era così arrivato alla conclusione che tali meccanismi non rappresentavano una forma di appagamento di un desiderio rimosso, ma piuttosto una proprietà generale delle pulsioni definibile come conservatrice-regressiva, cioè una tendenza a ripristinare uno stato precedente. (diverso appunti) Transfert = Il paziente attribuisce, attraverso una proiezione, una serie di attese emotive sul terapeuta, legate al proprio vissuto psichico e al proprio rapporto con i genitori. Il transfert è anche una strategia inconscia di difesa della propria condizione nevrotica dall’azione dell’analista, e può essere: Positivo → proiezione di attese positive (amorose); Il transfert positivo cela sotto di sé quello negativo. Negativo→ proiezione di attese negative (ostilità e rabbia). Il transfert riproduce congiuntamente tre tendenze della psiche: Coazione a ripetere (che agisce anche in altre situazioni); Resistenza; Attualizzazione dell'inconscio. Al transfert si accompagna anche la tendenza complementare del controtransfert. Resistenza = Termine che si riferisce all'opposizione inconscia, da parte del soggetto sottoposto ad analisi, ad accedere alle proprie dinamiche psichiche profonde e conflittuali. Infatti, può essere molto doloroso risolvere i problemi radicati nel proprio inconscio; perciò il paziente tenta di difendersi dal terapeuta, cercando di non farlo accedere alle zone più profonde della sua psiche. La nevrosi, per quanto nociva al benessere psichico, è comunque sorta come forma di adattamento, se pur disfunzionale, a situazioni di disagio; pertanto il paziente tende a rimanervi ancorato. Attualizazzione dell’ inconscio = Nell'inconscio vi sono contenuti problematici che tendono ad emergere sempre (essendo le pulsioni esclusivamente governate dal principio di piacere), ma solitamente non vi riescono, a causa della barriera posta tra conscio e inconscio. Così la persona attua delle censure, che nella pratica psicoterapeuta si attenuano tramite vari metodi, come le libere associazioni, per cui emergono cammufate e travisate: sta allo psicoterapeuta decifrarle.
Analisi del sogno = Il più celebre scritto di Freud è senza dubbio L’interpretazione dei sogni (1900). Freud legge i sogni come una forma di appagamento mascherato di un desiderio represso o rimosso. Essendo il sogno una formazione di compromesso tra il desiderio radicato nelle pulsioni sessuali e la censura, l'interpretazione deve compiere a rovescio il cammino percorso dal lavoro del sogno che trasforma il contenuto latente nell'inconscio, nel contenuto manifesto esposto dalla scena onirica: il sogno è così segno di qualcos’altro e necessita, pertanto, di un’ interpretazione semiotica
Semiotica = è la teoria dei segni, in cui con ‘segno’ si intende tutto ciò che indica e rimanda a qualcosa d’altro. La freudiana analisi dei sogni è di tipo semiotico. Il sogno, infatti, è segno dei conflitti psichici che si determinano nelle barriere tra conscio e inconscio, affievolite durante il sonno. Il sogno va decifrato: allo stesso tempo ci rivela e ci nasconde, in quanto è una formazione di compromesso tra le pulsioni dell’Es e le esigenze dell’Io.
Contenuto manifesto = non è altro che il racconto che il soggetto fa del suo sogno quando ancora non dispone di tutti i significati reconditi che nel sogno sono espressi. Esso è segno di qualcosa di più profondo e rappresenta in modo travisato una pulsione inconscia che sarebbe inaccettabile per l’Io. Spesso nella trama del sogno compaiono figure che sintetizzano in sé differenti oggetti di relazione nella forma della condensazione
Contenuto latente = è quella struttura discorsiva che si realizza nella pratica psicoterapeutica col fine di restituire il significato appropriato del sogno che, per effetto della censura, viene invece deformato e mascherato, per rendere accettabile all'Io desideri e pulsioni inconfessabili.
Condensazione = Meccanismo inconscio, in opera soprattutto durante il sogno, per cui differenti elementi di rappresentazione vengono sintetizzati in un’unica figura o situazione; ad esempio una persona sognata può condensare in sé elementi che caratterizzano la relazione che abbiamo con più persone; mira a comunicare in modo mascherato contenuti psichici problematici.
Concezione filosofico-antropologica
Nel suo splendido saggio Totem e Tabù (1913), Freud analizza i culti totemici degli aborigeni australiani, considerati alla stregua di stadi precedenti all’evoluta società occidentale, sostenendo un’ipotesi psico-antropolagica per cui la civiltà avrebbe avuto inizio con “l’uccisione del padre primordiale”.
Totem e tabu’ = In un’orda primitiva, probabilmente il patriarca deteneva il dominio su tutte le femmine del gruppo, mentre i maschi più giovani gli erano sottomessi, sviluppando così una forte ambivalenza emotiva nei suoi confronti: amato come padre, guida e protettore da una parte, detestato per il suo potere assoluto e per i suoi privilegi. Freud ipotizza che i figli si siano ribellati all’autorità del patriarca, uccidendolo e cannibalizzandolo. La figura del padre è ora, tuttavia, più forte di prima: gli individui si vietano da sé ciò che prima il padre impediva con la sua presenza. Nascono così i due tabù legati al totem (figura mitologica sostitutiva dell’immagine del padre, che nell’incivilimento diverrà principio di autorità e costituirà il Super-Io) che coincideranno con le pulsioni rimosse del complesso edipico e con i fondamenti della civiltà: Non disporre del Totem → non uccidere il padre → senso di colpa. Esogamia → repressione sessuale.
Eros e thanatos = Nel saggio Al di là del principio del piacere (1920), Freud introduce un nuovo dualismo pulsionale: pulsione di vita e pulsione di morte sono alla base dei processi vitali dell’individuo e della civiltà. Essi vengono rappresentati come due principi filosofici, mutuati dalla mitologia greca: Eros e Thanatos. Eros è qui inteso nell’accezione di Platone, infatti Freud concepisce l’amore alla pari dell’amore platonico: come bisogno, dunque come mancanza. Thanatos, ovvero la pulsione di morte, tende invece alla distruzione, ossia alla disgregazione di tali strutture, e della materia vivente in generale, cercando di eliminare la tensione e la sofferenza del desiderio, col tornare alla quiete dello stato inorganico. Per Freud questa tendenza disgregativa può manifestarsi all’interno oppure essere proiettata all’esterno, traducendosi così in violenza e aggressività. La civiltà è quindi originata da Eros e continuamente minacciata da Thanatos: non possiamo sapere – dice Freud – chi, tra queste due “potenze celesti”, avrà la meglio. NEVROSI = La nevrosi è un disturbo funzionale che si è radicato profondamente nella vita psichica della persona, e consiste nello squilibrio della personalità causato dal conflitto tra le pulsioni dell’Es e le rappresentazioni dell’Io. In questo campo la terapia psicanalitica può ottenere significativi successi. PSICOSI = Le psicosi sono disturbi mentali gravi che compromettono la capacità del soggetto di compiere un adeguato esame di realtà e si possono manifestare in forme diverse e con differenti sintomi Freud introduce anche la nozione di “psicosi non organica”, non dovuta, cioè, a fattori fisiologici, ma a disturbi nella formazione e stabilizzazione dell’Io. Freud ritiene però che si tratti di una patologia non curabile dalla psicanalisi.
Contro-transfert = Indica, nella sua accezione più estesa, il vissuto emotivo globale dell'analista nei confronti del paziente; questo vissuto costituisce uno strumento essenziale per la comprensione e la comunicazione con il paziente. Nella sua accezione più specifica, si riferisce alle relazioni inconsce che il transfert del paziente induce nell'analista. Freud insiste sulla necessità per il terapeuta di mantenere distacco emotivo dal paziente e gestire adeguatamente il controtransfert. Esame di realtà = È la funzione dell’Io che consente di confrontare e distinguere stimoli interni e stimoli esterni, ossia la adeguata percezione di oggetti, persone, relazioni, situazioni e la loro rappresentazione psichica, libidicamente connotata. Tale funzione risulta inaffidabile e intermittente nei soggetti psicolabili, del tutto compromessa nei pazienti psicotici.

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