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L’isteria, l’ipnosi e il fenomeno della doppia coscienza: Freud e Charcot


Dopo la laurea Sigismund Schlomo Freud vinse una borsa di studio che gli permise di recarsi all’università di Parigi presso la quale seguire le lezioni di un semestre.
In questo periodo venne a conoscenza di Jean-Martin Charcot, un famoso psicoanalista e neurologo francese che praticava l’ipnosi. La maggior parte dei suoi pazienti erano affetti da isteria, che si manifesta soprattutto attraverso sintomi fisiologici (convulsioni, alterazioni della sensibilità, del movimento, paralisi) che sono la traduzione di un conflitto intrapsichico.
Charcot dimostrava che l’ipnosi faceva emergere nel paziente durante la trance ipnotica una seconda coscienza, che scompariva con l’interruzione dell’ipnosi: per esempio, un paziente isterico che manifestava paralisi non lo manifestava durante la trance ipnotica.
Charcot concepiva la doppia coscienza come un fenomeno dissociativo della mente, ovvero come una degenerazione organica su base ereditaria determinata da un danno organico della struttura e non da un danno funzionale (determinato dall’alterazione del funzionamento). Invece, Freud sviluppa un’idea diversa secondo la quale la scissione isterica è determinata da una forza attiva dell’apparato che si protegge da determinati contenuti rimuovendoli dalla coscienza.
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