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Dissonanza cognitiva

La teoria della dissonanza cognitiva elaborata dallo psicologo sociale Festinger nel 1957 tenda di spiegare come le persone cerchino di risolvere i propri conflitti di idee e credenze interni.
Secondo tale teoria se una persona mette in atto che è in contrasto con le proprie credenze esso metterà in atto dei comportamenti che tenteranno di risolvere questa dissonanza cognitiva.

Per esempio, se una persona ritiene che portare il casco in moto è fondamentale per la propria sicurezza, nel momento in cui salirà sulla moto senza casco sarà in un caso di dissonanza cognitiva. Per risolvere questo disagio la persona può cambiare il proprio comportamento o le proprie idee riguardanti la situazione.
Per quanto concerne il cambiamento del proprio comportamento si tratterebbe semplicemente di mettersi il casco e così la dissonanza cognitiva viene risolta.
Nel caso però il soggetto si sia dimentico il casco o l'abbia perso, il cambiamento di comportamento non è possibile e così la persona può cambiare le proprie idee sulla situazione ritenendo che è colpa di aver perso il casco e non del fatto che è una cattiva persona. L'attribuzione della causa di quella dissonanza ad un fattore esterno porterebbe secondo lo studioso a risolvere tale dissonanza.

Un chiaro esempio più semplice della dissonanza cognitiva è la favola del lupo e dell'uva, il quale non riuscendo a raggiungere l'uva perché troppo alta definisce essa acerba, non avendo così più colpa nel non riuscire a raggiungerla.
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