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diffusione dei gruppi umani e adattamento

le prime culture primitive furono le bande, erano costituite da 20/30 individui in cui vigeva l'uguaglianza e la cooperazione, non vi era divisione del lavoro, ed erano nomadi guidati a seconda delle circostanze da individui abili e autorevoli e vi era libertà in entrata e in uscita; questi gruppi si basavano sull'economia di raccolta: caccia, pesca e raccoglimento di prodotti della terra ferma.
Con la rivoluzione agricola (10 mila anni fa) compare l'allevamento, l'orticultura, l'agricoltura, la scrittura e conseguentemente aumenta la divisione del lavoro con la comparsa di società stratificate e colentralizzazione politica.
Fino alla rivoluzione industriale europea della fine del 18 secolo l'umanità si è sempre basata sull'economia raccoglitrice e sull'economia acquisitiva. Dalla rivoluzione industriale in poi si ha uno sviluppo dell'Occidente basata su un'economia produttiva all'insegna del profitto monetario.

La comunicazione e i suoi effetti culturali

mediante la parola la specie umana fu in grado di comunicare con una ricchezza e una complessità altrimenti impossibili, al punto che le diverse culture sono connesse con lo sviluppo del linguaggio. Il linguaggio dipende da alcune caratteristiche innate e anche da forme di socialità e apprendimento. Nel linguaggio si distinguono i segni dai simboli, i segni istituiscono un legame del tutto arbitrario con le cose che indicano, i simboli invece hanno un legame almeno parziale per esempio la bilancia può indicare la giustizia. Per capire la nascita del linguaggio è interessante la teoria di Leroi-Gourhan il quale sostiene che la liberazione della mano rispetto alla locomozione consente all'uomo una mobilità verticale grazie alla quale la mano è impegnata a foggiare utensili mentre la bocca si prepara alla nascita della parola.
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