Padre della scuola fenomenologica. Riportò all’attenzione la nozione di intenzionalità → presenza imminente di un oggetto che si presenta alla coscienza. Ci sono fatti psichici → sempre rivolti a un oggetto, ossia l’esperienza è riempita da qualcosa → tendere della coscienza a un oggetto. Es vedo un colore → atto intenzionale. Una pietra che cade non è atto intenzionale → fatto fisico che capita senza riferimento a noi stessi.
Intenzionalità va a intesa come il fatto che la coscienza è sempre occupata da qualcosa. Inerente relazione al darsi dentro di sé di un oggetto. Es sentire un suono, provare affetto verso quel suono oppure un giudizio (quel suono è all’interno di una bella melodia), anche se in questo caso è mediato da un ragionamento.
Analogia tra il cogito cartesiano e intenzionalità di Brentano, è l’idea che la coscienza è l’ambito di immediata esperienza di vissuti psichici riferiti a un determinato oggetto. Ciò verso cui è diretta la coscienza è il riferimento ai fenomeni → rappresentazione nel senso debole perché non c’è necessaria corrispondenza con il mondo esterno. Posso infatti avere rappresentazione di cose che non esistono. Vorstellen → stare davanti a qualcosa, il vissuto psichico che mi occupa la coscienza in quel determinato momento.

L’intenzionalità p il riferimento a una cosa → gli stati mentali sono sempre intenzionali, ossia sempre abitati da qualcosa, fare riferimento a qualcosa. L’intenzionalità è insita nella natura stessa dello psichismo. Ciò che rirempie lo psichismo sono le rappresentazioni dato che B. parte dal presupposto che lo psichismo è il riflesso della realtà.
L’allievo di Brentano Meinong proporrà una rivisitazione della formula di F. basata non più sulla differenza fra stimoli, ma sul rapporto fra essi: la formula diventa quindi un esponenziale → E=cR^k.

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