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Il behaviorismo statunitense


Il connessionismo di Thorndike (1874 – 1949)


Edward Lee Thorndike svolge le prime ricerche sugli animali alla Harvard University, addestrando dei pulcini a percorrere dei labirinti. Successivamente svolge i suoi esperimenti anche su cani e gatti alla Columbia University servendosi non più di labirinti ma di speciali gabbie chiamate Puzzle box.
Thorndike definisce l’associazionismo tra stimoli e risposte verificato grazie alle Puzzle box, connessionismo.

L’apprendimento consiste nello stabilire delle connessioni tra stimoli e risposte.
Tali connessioni, per Thorndike, sono regolate da due leggi: le legge dell’esercizio e la legge dell’effetto.
La legge dell’esercizio afferma che la connessione tra stimolo e risposta migliora con la ripetizione delle prove.
La legge dell’effetto afferma invece che “Quando una connessione modificabile tra una situazione e una risposta è fatta e accompagnata o seguita da uno stato soddisfacente per l’organismo, la forza della connessione ne viene aumentata; quando essa è fatta e accompagnata o seguita da uno stato sgradevole, la forza della connessione ne è diminuita.”

Utilizzando esseri umani Thorndike scopre però che non sempre le conseguenze sgradevoli di una risposta determinano un’analoga cancellazione.
Nel 1920 dimostra sperimentalmente l’effetto alone.

L’effetto alone consiste nel fatto che un singolo tratto, per esempio la memoria, in cui il soggetto può essere notevolmente superiore o inferiore alla media, può gettare un “alone” positivo o negativo sulla valutazione degli altri tratti e così abbassare o innalzare la valutazione complessiva del soggetto.

Il comportamentismo


Per i seguaci di tale indirizzo l’unico oggetto della psicologia scientifica è costituito dal comportamento manifesto, l’unico osservabile, riproducibile e e verificabile attraverso esperimenti.

La psicologia per potersi definire scientifica deve studiare solo ciò che è oggettivamente osservabile.

I comportamentisti non negano l’esistenza di una vita interiore, ma affermano che può essere studiata solo nelle sue manifestazioni osservabili dall’esterno.

Il comportamentismo di Watson


Fondatore del comportamentismo, Watson lavora nel campo della pubblicità ma si occupa anche della psicologia generale infantile e pubblica. Watson ritiene che se si fa uso del resoconto verbale, esso va integrato con in metodi di osservazione diretta più oggettivi. Ritiene che si possano spiegare tutti i comportamenti con l’apprendimento, crede inoltre che le persone siano educabili.

Per Watson le emozioni sono sostanzialmente delle risposte agli stimoli ambientali, attraverso delle modificazioni viscerali e ghiandolari del corpo.

Watson ritiene che anche il pensiero sia comportamento. Il pensiero è un’azione sensomotoria, sia pure particolare, costituita da una serie di movimenti verbali impliciti.

Le tesi di Watson trovano applicazione anche in ambito terapeutico (vedi bambino con paura dei conigli).

Il neo-comportamentismo di Skinner (1904 – 1990)


Le sue ricerche più importanti riguardano i meccanismi del condizionamento operante e il progetto di macchine per insegnare, capaci di realizzare un “istruzione programmata”.

Skinner sostiene che il comportamento non è altro che la risposta a uno stimolo.

I comportamenti istintivi e i comportamenti condizionati, in quanto risposte a stimoli, sono definiti da Skinner rispondenti.

Skinner definisce operanti le azioni rinforzate dall’emissione o dall’eliminazione di uno stimolo.

Lo studioso chiama la propria teoria “comportamentismo radicale” ed è convinto che tutti i comportamenti, compresi quelli complessi siano riconducibili al condizionamento.
Non sottovaluta però, neanche il ruolo dell’ereditarietà e cerca di inquadrare in un’unica cornice teorica sia i comportamenti innati sia i comportamenti appresi.

La tecnica del modellamento di Skinner


Il modellamento prevede che un comportamento complesso sia “scomposto” in una serie di azioni più semplici, in modo che siano apprese più facilmente, una dopo l’altra. (Vedi es topi nella Skinner box)

L’istruzione programmata


Essa consiste in un’insieme di informazioni didattiche, predisposte dall’insegnante, attraverso le quali lo studente impara un po’ per volta un determinato argomento, verificando da solo i progressi.

L’apprendimento sociale: Bandura


Albert Bandura (nato nel 1925), sostiene che bambini e adulti imparano molti comportamenti sociali osservando le azioni degli altri nelle diverse situazioni. Negli anni ’70 del Novecento realizza esperimenti a sostegno di questa tesi per spiegare il comportamento di alcuni bambini aggressivi (es dei bambini che imitano gli adulti) e ne deduce che:

L’apprendimento per osservazione, per essere efficace, presuppone che il soggetto riesca a focalizzare la propria attenzione sulle azioni importanti per conseguire uno scopo. Il soggetto, inoltre, deve essere in grado di memorizzarle efficacemente e riprodurle con esattezza sapendo valutarne l’utilità.

In questo apprendimento abbiamo tre tipi di rinforzo:

Autorinforzo: deriva dal riuscire ad imitare l’azione con successo.
Rinforzo esterno: il soggetto è spinto ad imitare un’azione perché ne ottiene una ricompensa.
Rinforzo vicario: spinge a imitare coloro che vediamo essere rinforzati per le azioni che compiono.

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