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L’educazione in Francia nel XVIII secolo

In Francia la realtà educativa del Settecento era in netto contrasto con lo sviluppo culturale dovuto agli Illuministi. La scuola elementare era pressoché inesistente, quella media stentava ad evolversi verso impostazioni più moderne, pur continuando a garantire l’istruzione solo a pochi privilegiati. Le Università restavano del tutto estranee al pensiero degli Illuministi.
Documenti dell’epoca ci informano che sue due milioni di giovani, più di 1.800.000 non riceveva alcuna forma di istruzione. La Bruyère afferma che le condizioni esistenziali dei contadini assomigliava più a quella di bruti che non a quella di esseri umani. Anche la situazione degli artigiani e degli altri lavori manuali non era migliore. Invece, la borghesia del commercio e delle finanze continuava a migliorare la propria posizione e fra essa e i nobili cominciava ad esistere una certa osmosi. Diderot e Condorcet caldeggiarono dei progetti di istruzione per tutti ma i loro progetti non ebbero successo. Raccolse invece larghi consensi un progetto elaborato da René de La Chalotais nel suo Saggio sull’educazione nazionale del 1763. Egli propose di bandire l’educazione confessionale soprattutto quella dei Gesuiti per instaurare al loro posto un efficiente sistema educativo statale a carattere prevalentemente scientifico e moderno. Non riteneva necessario che lo Stato intervenisse nell’educazione elementare destinata a tutti e infatti critica aspramente i Fratelli delle Scuole Cristiane perché vogliono insegnare a leggere e a scrivere ai poveri i quali, invece, avevano bisogno di saper adoperare gli strumenti utili nel lavoro manuale.
Con la cacciata dei Gesuiti, la Francia conobbe qualche progresso grazie ai metodi di insegnamento degli Oratoriani. Durante il periodo rivoluzionario, le varie Assemblee si occuparono di una ristrutturazione completa del sistema educativo francese reso ancor più necessaria dalla crisi causata dal conflitto con la Chiesa. Fra tutti i progetti, il più significativo fu quello di Condorcet che prevedeva:
• l’istruzione universale indipendente dall’autorità statale
• libera concorrenza fra istituti statali e privati
• prevalenza, nel curriculum, delle materie scientifiche su quelle letterarie
• coeducazione dei due sessi
• divisione dell’istruzione in quattro gradi
Con la Convenzione Nazionale prevalse, però, una visione dell’ istruzione più statalista: infatti la legge Lakanal del 1794 istituiva una sistema nazionale di scuole elementari e furono istituite anche scuole medie statali con una impostazione prevalentemente scientifica. Con la Reazione Termidoriana ed il Direttorio, il settore elementare fu praticamente trascurato e Napoleone preferì abbandonare di nuovo in mano del clero l’istruzione primaria. Inoltre Napoleone fece in modo che l’indirizzo classico prevalesse perché più adatto a formare dei buoni sudditi e le scuole medie furono riservate alla classi più agiate.
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