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La sequenza S-R

La sequenza S-R identifica i processi psichici di base, in una prospettiva evolutiva che riconosce continuità tra il comportamento animale e quello dell’uomo. La sequenza S-R più lo stimolo-mezzo costituisce i processi psichici superiori, il più importante dei quali è il linguaggio, elemento chiave per la strutturazione e lo sviluppo del pensiero. Vygotskij utilizza due celebri esempi per spiegare la natura dello stimolo-mezzo:
- L’apologo dell’asino di Buridano: l’animale è dinanzi a due sacchi di fieno, posti uno alla sua destra e uno alla sua sinistra e, nonostante sia affamato, non sa a quale dei due attingere, finendo per morire di fame. In analoghe circostanze, invece, un uomo può lanciare una moneta e scegliere in base al risultato del lancio. Nel caso dell’asino, due stimoli provocano risposte uguali ma di direzione contraria, finendo per inibire il comportamento. L’uomo, invece, crea uno stimolo, che utilizza come strumento per instaurare una nuova sequenza stimolo-risposta e consentire al comportamento di intraprendere una direzione diversa.

- L’esempio del nodo al fazzoletto: se una persona deve ricordarsi di mettere in atto una determinata risposta per far fronte a uno stimolo ricevuto in precedenza (per esempio sotto forma di una consegna tipo: “Quando esci, compra il latte"), tale risposta è facilitata se il soggetto crea uno stimolo-mezzo (come un nodo al fazzoletto) di cui si serve per ricordarsi di eseguire il compito.
Anche nei primati, come aveva già dimostrato Köhler nei suoi esperimenti con le scimmie, si possono riscontrare condotte improntate a una logica strumentale, come l’utilizzo di ausili (casse, bastoni) per raggiungere il cibo, ma gli strumenti utilizzati dall’uomo, a differenza di quelli di cui si servono gli animali, sono sempre acquisiti dall’ambiente sociale e interiorizzati.

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