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Apprendimento


Vygotskij affrontò in maniera approfondita il rapporto fra istruzione e sviluppo psichico del bambino soprattutto negli anni della sua collaborazione con l’istituto Herzen di Leningrado. La sua teoria dello sviluppo prevede una serie di stadi, i cui contenuti variano in relazione al contesto culturale in cui il bambino vive, e che corrispondono a età “stabili” – in cui si sedimentano impercettibili cambiamenti che “preparano” il salto qualitativo verso lo stadio successivo - ed età “critiche”, attraverso le quali il profilo psicologico del bambino cambia e si evolve. Per quanto riguarda l’apprendimento, vygotskij lo considera complementare allo sviluppo psichico e ritiene che si dispieghi in tre fasi:
1. apprendimento spontaneo, fino ai tre anni di età, in cui il bambino apprende
secondo un proprio “programma di apprendimento”;
2. apprendimento spontaneo-reattivo, dai tre ai sei anni di età, in cui la tendenza del bambino all’esplorazione del mondo esterno si concilia con la capacità di apprendere secondo le modalità previste dal programma del suo maestro ma soltanto nella misura in cui il programma ai sei anni di età, in cui la tendenza del bambino all’esplorazione del mondo esterno si concilia con la capacità di apprendere secondo le modalità previste dal programma del suo maestro ma soltanto nella misura in cui il programma del suo maestro diventa anche il suo programma;
3. apprendimento reattivo, dai sei – sette anni in poi, in cui il bambino apprende secondo il modello proposto dal maestro.
Coerentemente con i suoi convincimenti educativi, Vygotskij criticò fortemente
l’impiego di strumenti di accertamento dello sviluppo cognitivo, in particolare i test di intelligenza, a suo avviso del tutto inadeguati perché si limitavano a “misurare”, peraltro in modo approssimativo, solo la prestazione “spontanea” del bambino, senza tenere conto di quella potenziale, che poteva essere
sollecitata attraverso l’interazione con un soggetto adulto o maggiormente
competente. È quest’ultima relazione collaborativa, ad avviso di Vygotskij, che deve essere presa in esame perché è al suo interno che si sviluppano le funzioni cognitive del bambino.
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