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Gioco e apprendimento


Il gioco ci accompagna per tutta la vita con caratteristiche diverse, a seconda dell’età. I cuccioli dei mammiferi, giocando riproducono gli schemi comportamentali di aggressione e difesa, imparano come dovranno comportarsi da adulti, apprendono così come noi. Nella scuola materna e primaria il ruolo del gioco è fondamentale per lo sviluppo delle seguenti funzioni:
- funzioni cognitive: attraverso giochi di tipo percettivo-motori, di tipo problem-solving, giochi di strategia;
- funzioni emotivo-affettive: attraverso giochi di coraggio, giochi di fiducia, giochi di scelta;
- funzioni sociali: attraverso giochi di gruppo, di ruolo, di collaborazione;
- funzioni motorie: attraverso giochi sugli schemi motori, giochi di abilità, giochi di forza, di opposizione.
Fin dai primi mesi di vita di un bambino, il gioco si esprime e si evolve di pari passo con lo sviluppo della personalità del bambino stesso. Il gioco si trasforma nel corso del tempo passando attraverso 5 fasi.
0 -2 anni: è la fase del gioco-motorio. Il piccolo impara ad afferrare, lanciare, dondolare. Ripete più e più volte il gesto per il solo piacere di vederne il risultato, si tratta del piacere-funzionale, legato semplicemente al puro movimento e alla sensibilità degli organi recettori.
2-7 anni: è la fase del gioco-simbolico. Il bambino imita le azioni degli adulti, utilizza oggetti in modo funzionale, ad esempio un bastone diventa una spada, una bambola diventa un’amica, etc. Questa fase è caratterizzata da un forte egocentrismo infantile. Il bambino pone se stesso al centro di ogni situazione, non è capace di comprendere il punto di vista altrui.
7-8 anni: è la fase del gioco con le regole. Il bambino inizia a superare il proprio egocentrismo e cerca “l’altro”. L’attività prima solo individuale, lascia spazio, lentamente, a quella sociale. Non più “io” ma “con me”, “insieme a me”, “noi”. Il bambino sceglie insieme agli altri le regole del gioco, diventando un giudice spietato, nei confronti di chi non le rispetta, il gioco in questa fase asseconda lo sviluppo della moralità.
8-10 anni: fase dei giochi di movimento. In questa fase aumenta il bisogno di muoversi: si corre, si lancia, si lotta. Il rispetto delle regole è ormai ben compreso. Il gioco di gruppo sviluppa la cooperazione finalizzata al raggiungimento di un obiettivo comune e la competizione, guidata invece dall’agonismo e dal bisogno di confronto con l’altro.
Oltre i 10 anni: è la fase in cui avviene il passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado. Il preadolescente avverte una forte esigenza di sperimentare le varie attività sportive. Il gioco-sport consente di sperimentare situazioni di agonismo misurato, valutare le proprie capacità e abilità motorie per poi scegliere quale sport, vero e proprio, praticare.
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