Baden-Powell e lo Scoutismo


Baden-Powell teorizza una forma di associazione giovanile, quella dei Boy-Scout, le ragioni del successo sono al programma formativo esterno a quello scolastico con obiettivi di formazione utili al singolo individuo e alla comunità come lo spirito di osservazione, la disciplina, il senso di responsabilità, il senso di appartenenza al gruppo e lo spirito di servizio verso gli ideali umanitari. Le caratteristiche fondamentali dello Scoutismo sono: la fiducia nel ragazzo e la sua educazione individualizzata, l’attenzione alla psicologia dei ragazzi, la vita comunitaria, l’importanza del “capo”.

Le Sorelle Agazzi


Le sorelle Agazzi propongono una trasformazione dell’asilo infantile in modo da renderlo “a misura di bambino”. Dopo aver ottenuto successo teorizzeranno gli aspetti più importanti: i bambini venivano istruiti in casa e quindi la scuola doveva essere caratterizzata da quell’atmosfera familiare e affettiva che il bambino percepiva in casa. Al centro della scuola materna troviamo l’attività del bambino, alla figura della vigilante si sostituisce la figura dell’educatrice, la quale deve avere capacità di iniziativa, di promozione, di organizzazione, deve essere flessibile e sensibile e deve saper coordinare il lavoro dei bambini salvaguardando la continuità tra vita scolastica e vita familiare. Per quanto concerne le occupazioni, se il bambino era abituato ad attività domestiche, artigianali o agricole allora la scuola dovrà riproporle a misura di bambino. Per le due sorelle le lezioni devono essere ridotte al minimo e sostituite con attività individuali libere ma sorvegliate a distanza, l’insegnamento avviene secondo il principio del mutuo insegnamento ovvero dell’aiuto reciproco tra gli allievi. Nella programmazione rientrano attività pratiche , la lingua parlata, il lavoro manuale, l’educazione della voce ed esercizi ritmici, invece la formazione emotiva e morale avviene in modo spontaneo. Tra le attività pratiche un posto importante spetta al giardinaggio.

John Dewey


La teoria di Dewey è l’emblema dell’attivismo , fra i suoi aspetti fondamentali possiamo ricordare, l’idea nuova del ruolo dell’insegnante e della scuola intese come figure di progresso; l’adeguamento dei contenuti didattici alle caratteristiche psichiche dell’alunno e alle sue modalità di apprendimento; l’inserimento dei contenuti in un contesto socio-economico preciso; la novità del metodo proposto, tramite il quale l’alunno è indotto a essere protagonista attivo del proprio apprendimento. Alla base di tutto il pensiero pedagogico di Dewey c’è l’esperienza e quindi l’educazione sarò una ricostruzione e riorganizzazione continua dell’esperienza sociale. I bambini devono imparare a conoscere il progresso che l’umanità ha compiuto. Dall’esperimento di Chicago nella scuola-laboratorio scaturisce una nuova concezione della scuola intesa come un luogo di esperienze attive , di progettazione e partecipazione democratica e di educazione al lavoro. Dewey propone un piano di studi che muove dagli interessi del bambino creando le condizioni per il raggiungimento degli obiettivi.

William Heard Kilpatrick


Kilpatrick sostiene che l’interesse e la conoscenza si sviluppa attraverso l’azione diretta del soggetto e la sua interazione con gli altri. La soluzione a situazioni problematiche è l’attività più adatta allo scopo educativo perché induce il bambino ad imparare in modo autodiretto e acquisire l’abitudine di trovare una soluzione ai problemi. La scuola deve privilegiare l’ordine psicologico all’ordine logico, visto che corrisponde agli interessi e alle abilita dell’alunno, mentre l’ordine logico è l’ordine secondo cui viene disposto tutto ciò che è stato appreso. Secondo Kilpatrick l’alunno deve diventare unico e primo attore protagonista del proprio apprendimento tramite alcune attività da lui stesso scelte, queste attività devono avere un fine educativo e assumere la forma di “progetti” che si realizzano tramite quattro fasi: l’ideazione del progetto; la pianificazione operativa; l’esecuzione e il giudizio sui risultati. Queste fasi consentono l’apprendimento attraverso il “fare”. Kilpatrick individua inoltre quattro tipi di progetto: di produzione (relativo alle tecniche di costruzione); di consumo (inerente all’apprezzamento del prodotto); di problema ( riferito al superamento di qualsivoglia problematica) e di addestramento (concernente le tecniche con cui acquisire le competenze). Ogni progetto si articola in altri progetti minori in base alle capacità e all’età degli alunni
Hai bisogno di aiuto in Pedagogia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email