Herbart (Oldenburg, 1776 – 1841)

Il suo maestro fu Kant e un suo amico Pestalozzi. La sua opera più importante è “Pedagogia generale dedotta dal fine dell’educazione”. Prima di morire ottiene la cattedra dove aveva insegnato Kant e nel 1835 scrive “Disegno di lezioni di pedagogia”, in cui espone l’idea di fondo che deve caratterizzare la lezione di pedagogia. Viene definito il fondatore dell’epistemologia pedagogica: pedagogia moderna intesa come scienza. La pedagogia diventa così scienza dell’educazione. Secondo lui questa dipende (è formata) dall’estetica (scienza dei VALORI umani) e la psicologia. Capiamo quindi che la pedagogia parte dalla formazione morale.
A partire da questo Herbart sostiene che la formazione del carattere del fanciullo dipenda dall’educatore, e questo l’educatore deve farlo usando i mezzi più appropriati e tenendo presente delle circostanze esterne. Egli ha questo compito perché l’istruzione e l’educazione generale è soprattutto formazione morale.
Herbart immagina che il bambino quando viene al mondo è un essere in preda agli impulsi e senza volontà, quindi serve un governo qualcuno che governi questi impulsi e aiuti il bambino a sviluppare una sua volontà. Questo si può fare in 2 modi:
1. sorveglianza e minaccia → semplice ma poco efficace
2. autorità e amore, tipico del contesto famigliare

Se noi vogliamo, come educatori, plasmare il carattere dell’allievo dobbiamo puntare sul suo desiderio e volontà di miglioramento, dobbiamo educarlo verso grandi ambizioni e grandi idee. Come si fa a puntare su questo?
Secondo Herbart bisogna recuperare idee che sono proprie dell’estetica: libertà interiore, perfezione, benevolenza, diritto, giustizia.
Come si educa ai valori?
I valori possono essere imparati dall’istruzione e non dall’esperienza. L’istruzione non deve essere erudizione (sapere tante cose, non per forza erudizione=saggezza, bontà), ma legata all’educazione → “Istruzione Educativa” → centralità dell’insegnante.

Bisogna anche prestare attenzione agli interessi dell’educando, che sono vari. Essendoci diverse aree di interessi ci saranno anche diverse aree di apprendimento → multilateralità degli interessi: per ognuno bisogna andare ad individuare la corretta area di apprendimento. Il curricolo deve incrociare gli interessi dell’allievo. Ci sono 2 gruppi fondamentali di interessi (il curricolo deve essere basato su):

I. conoscenza: il bambino è interessato a conoscere. Si basa su attività teoretiche (di riflessione sulla natura: interessi empirici o sulle idee: interessi speculativi) e su valutazione morale ed estetica (il bimbo può avere degli interessi anche di questo tipo: perché quel quadro è bello?). L’allievo deve essere formato alla scienza
II. compartecipazione: rapporto con gli altri uomini e con Dio, andrò quindi a vedere gli interessi religiosi. Gli uomini li posso considerare come singoli o come collettività → interessi sociali o “simpatetici” (perché si sviluppa una simpatia per una persona piuttosto che un’altra). L’allievo deve essere formato all’umanità

Multilateralità degli interessi → come si fa a rispondere a tutti? Con una didattica per episodi: didattica formata da piccole unità (episodi) che di volta in volta rispondono a interessi diversi. Questo per dare una certa flessibilità allo studio.
Come deve essere una lezione? Deve esserci chiarezza, associazione (ogni argomento deve essere associato agli argomenti precedenti), sistemazione (le informazioni devono essere ordinate, regole generali per ordinare la conoscenza), metodo (sperimentare e applicare le conoscenze).

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